Cilento
17 Dicembre 2016   •   Carolina Attanasio

Cilento tutto l’anno: 5 motivi per farne la vostra prossima meta

«Non solo mare, ma archeologia, trekking, enogastronomia. Una lista di motivazioni lunga trecentosessantacinque giorni per farvi rapire dal Cilento.»

Non c’è angolo d’Italia che non meriti di essere visitato almeno una volta e, probabilmente, non ci basterebbe una vita per poter dire di conoscere davvero il Paese in cui viviamo. Ovvietà a parte, alcune perle dello stivale sono ancora sconosciute ai più e questo contribuisce a mantenerne intatte le caratteristiche organolettiche, come i vini.
Oggi vi portiamo in Cilento, in quel sud della Campania lontano dai clamori napoletani e vicinissimo, invece, allo stile di vita in slow motion di cui tutti avremmo bisogno per ricaricare i neuroni e tornare più felici alla vita frenetica che tanto ci piace.
Perché dovreste andarci? Vi convinciamo in cinque mosse.

Azzera i livelli di stress
Prendete un’abitudine, un’azione, un gesto che normalmente fate alla velocità della luce, perché siete di fretta, e rallentatelo di cento volte: et voilà, l’effetto moderatore cilentano è servito. Qui non esiste fretta, perché strozzarvi col caffè quando potete prenderlo in santa pace seduti in riva al mare o nella piazzetta di quel delizioso paesino in collina, mentre i centenari al tavolo accanto giocano a briscola a tutte le ore?
Non ve l’abbiamo detto? In Cilento si concentra uno dei più alti tassi di longevità d’Italia. Uno studio congiunto delle Università Sapienza di Roma e San Diego in California, condotto nel Comune di Pollica, ha evidenziato un alto tasso di ultracentenari in rapporto alla popolazione e le probabili motivazioni di tale longevità: genetica, certo, ma gli abitanti del luogo si tengono a debita distanza dai problemi cardiovascolari seguendo un ottimo regime dietetico – che tutti conosciamo come Dieta Mediterranea – e praticano quel minimo sindacale di attività fisica giornaliera che molti di noi hanno dimenticato, si muovono a piedi.
Quindi bando agli smartphone, tornate ad apprezzare il tempo passeggiando e godendovi un po’ di lentezza.

Ovviamente, si mangia benissimo
Conoscete un posto in Italia dove si mangia male? Il pranzo della suocera che odiate non vale, e comunque lo sapete benissimo che anche lei cucina divinamente. In Cilento la cucina non solo è ottima, ma anche salutare. Tornando al punto precedente, la Dieta Mediterranea è nata proprio qui e consiste sostanzialmente in pochi, semplici punti: verdure di stagione, legumi, pesce, poca carne rossa, olio extravergine d’oliva. Ciò non toglie che nei numerosi ristoranti e nelle feste di paese troverete sempre la miglior pasta fatta in casa che abbiate mai mangiato, vini dignitosissimi, dolci tipici che odorano di tutte le domeniche della vostra vita passate a guardare la nonna impastare sapientemente.
Avete fame, vero?

Tutto il turismo che volete
Se siete già stati in Cilento, probabilmente è perché siete andati al mare. Palinuro, Camerota, Sapri, Acciaroli, Santa Maria di Castellabate sono le location balneari più conosciute e frequentate. In realtà il vero relax lo si gode nei borghi ancora più piccoli, come Pioppi, dove nel giro di dieci passi vi ritrovate dalla spiaggetta alla piccola piazza, a godervi tramonti clamorosi e birre cilentane vista mare. O Pisciotta, dove fare il pieno di Alici di Menaica (Presidio Slow Food, per intenderci): la menaica è un tipo di rete che consente di fare pesca a basso impatto ambientale, catturando solo gli esemplari più grandi e risparmiando il novellame.
Mare da favola, vero, ma anche montagna: immergetevi nella natura incontaminata facendo trekking sul Monte Cervati, la vetta più alta della Campania, oppure scoprite il Monte Stella e i suoi paesini o il Gelbison, che in dotazione offre un Santuario e vista mozzafiato in vetta.
Se non ne avete abbastanza, sappiate che alle porte del Cilento vi aspetta l’area archeologica di Paestum, casa degli Dei e perla del patrimonio culturale italiano. Tre templi perfettamente conservati, possenti mura di cinta e una storia millenaria ad accogliervi. Non lontano, ad Ascea, la polis magno-greca di Elea-Velia vi riporterà ai tempi di Parmenide e della Scuola Eleatica, culla della filosofia.
Se non siete ancora soddisfatti, allora ci vuole la Certosa di Padula. Patrimonio Unesco, vi lascerà a bocca aperta con la sua scala elicoidale sorretta esclusivamente da sé stessa.

Terra di eccellenze
Gran parte dell’area è Parco Nazionale; la tutela del territorio, della biodiversità e della qualità dei prodotti locali è garantita non solo dagli appositi enti, ma dai cilentani stessi, molto legati alla terra e alle sue tradizioni.
La filiera produttiva è quasi sempre di piccole-medie dimensioni e i prodotti di punta appartengono maggiormente all’area enogastronomica. Ci speravate, lo sappiamo, per cui avrete solo l’imbarazzo della scelta tra mozzarelle di bufala di Paestum, ceci di Cicerale, fichi bianchi del Cilento, le suddette alici di Menaica, l’acerrima ‘soppressata’ di Gioi, la pizza fritta, le infinite varietà di cavatielli e fusilli, le mitiche melanzane ‘mbuttunate, ogni paese ha le sue tipicità. Enologicamente parlando, il Cilento non è secondo a nessuno: da Capaccio a Sapri, l’area è florida di cantine che fanno della territorialità la loro forza, collezionando riconoscimenti internazionali.

Costa poco
Il Cilento è per tutte le tasche. Se siete fortunati, anche ad agosto, quando ovunque nel mondo è impossibile prenotare una vacanza a prezzi ragionevoli. Ma non di solo mare vive l’uomo, per cui avete a disposizione circa nove mesi l’anno per godervi a poco prezzo temperature miti e un’offerta culturale di tutto rispetto. Mangiandoci su, s’intende.

Carolina Attanasio