Val d’Orcia, tra borghi di vino, terme e itinerari sostenibili

val d’orcia

18 maggio 2017 • Travel & Culture • Di: • Visto: 2015

«Tra i paesaggi da cartolina dell’Italia, la Val d’Orcia è il regno del turismo slow e delle italiche bontà enogastronomiche. Iniziate a preparare la valigia»

Dal momento che ci piace vincere facile, oggi vi portiamo in uno dei territori emblema assoluto dell’italianità, quello che campeggia prepotentemente in tutte le guide estere sul nostro Paese, nei paesaggi ritratti dai più famosi fotografi e pittori, dove i Vip internazionali prendono casa e – possibilmente – anche una vigna, Patrimonio Unesco, cartolina fissa dell’Italia insieme alle grandi città d’arte e ai noti borghi di costiera. Benvenuti in Val D’Orcia (sito ufficiale).

Colline attraversate da grandi serpenti fatti di cipressi, cieli ventosi, piccole cappelle solitarie e fiere in mezzo al nulla, in Val d’Orcia il tempo è fermo come in una fotografia.

Siete a pochi chilometri da Siena, immersi nel cuore pulsante della Toscana più vera, dove vivere il turismo a basso impatto ambientale a piedi, in bici, a cavallo, lentamente. Il territorio della Val d’Orcia, dopo Siena, San Gimignano e Pienza, nel 2004 è stato inserito nella lista dei Beni patrimonio dell’umanità Unesco come esempio di eccezionale paesaggio ridisegnato durante il Rinascimento per rispecchiare i canoni di buon governo e per l’estrema gradevolezza estetica del posto.

Da dove cominciare? Ve lo spieghiamo in quattro mosse.

  1. I borghi

Di Siena neanche vi parliamo, diamo per scontato che ci siate stati almeno una volta nella vita, se non è così, non vi meritate niente della Toscana. Delle sue terre fa parte la Val d’Orcia, di cui uno dei posti più rappresentativi è certamente Pienza, che urbanisticamente parlando è un grande esempio di stile rinascimentale. Questo borgo è considerato uno dei pionieri dello sviluppo urbano ideale, da qui hanno preso il via i successivi progetti di urbanizzazione delle città, in Italia e oltre. Il cuore di Pienza è Piazza Pio II, disegnata a quattro mani da Bernardo Rossellino e dallo stesso Papa Pio II, un progetto vagamente autoreferenziale: sulla piazza si affacciano la Cattedrale dell’Assunta e i maggiori palazzi del borgo. Famosa per il suo Pecorino D.O.P., Pienza è una vera passeggiata nella perfezione rinascimentale, tra le mura color miele ed edifici in pietra di Travertino. Non è lontana da Montalcino, in cui entrate attraversando l’antica Porta Burelli e l’antica cinta muraria. Rimasta quasi intatta dal XVI secolo, Montalcino gode di un panorama mozzafiato sul paesaggio collinare della Val d’Orcia, tra cipressi e ulivi. Da qui a San Quirico d’Orcia il passo è breve, tappa medievale di grande importanza per i camminatori della via Francigena. Come Montalcino, anche San Quirico si conserva intatto nel tempo: qui potete ammirare la Collegiata di San Quirico e Giulitta, chiesa romanica dalle entrate maestose e i dettagli gotici e romanici.

  1. Il vino

Come sfondare una porta aperta: siamo nel regno del Brunello (di Montalcino, vedi sopra), uno dei vini più conosciuti e apprezzati al mondo. Insieme al Nobile di Montepulciano e al Rosso d’Orcia, eccovi servita la triade perfetta per un weekend enologico di tutto rispetto.

Il paesaggio della Val d’Orcia è particolare anche per questo, dall’alto dei piccoli borghi arroccati sulle colline potete godervi il gusto di queste denominazioni DOCG mentre ammirate il panorama circostante, fatto di quei bei vigneti da cui questi vini provengono, altro che chilometro zero.

  1. Le terme

La Val d’Orcia è un vero e proprio percorso d’acqua. Sin dal Medioevo, quando i mulini dettavano il ritmo agli abitanti del territorio, l’acqua la fa da padrona nel determinare la bellezza e le caratteristiche intrinseche di questi luoghi, conosciuti da secoli anche per le proprietà delle loro acque termali. Bagno Vignoni, tanto per citarne uno, ha uno stabilimento che sorge dove, già secoli or sono, gli etruschi e poi i romani venivano a godersi i benefici delle terme; le Terme di San Filippo, invece, sono rinomate per l’abbondanza di zolfo, calcio e magnesio: immerse nei boschi dell’Amiata, sono uniche per i loro depositi calcarei, che creano vere e proprie formazioni rocciose. Qui Lorenzo il Magnifico veniva a curare i suoi mal di testa.

  1. Itinerari sostenibili

La Val d’Orcia deve parte della sua fortuna al fatto di essere attraversata dalla via Cassia e dalla via Francigena, due delle strade più conosciute dai tempi dei romani a oggi. La seconda, in particolare, viene percorsa regolarmente come itinerario a piedi (ve ne ho parlato qui). La presenza di questi percorsi, unita alle caratteristiche morfologiche del paesaggio, fa della Val d’Orcia un itinerario sostenibile al 100%, percorribile a piedi, in bici, a cavallo, godibile a ritmo slow. Mettete in tasca il telefono e assaporate la lentezza di questa terra, modellata dall’uomo secondo una visione estetica che ancora oggi batte di gran carriera tanti tentativi mal riusciti di intrappolare le nostre bellezze nel cemento e nell’asfalto.

Carolina Attanasio

Tags: , , , , , , , , ,

Comments are closed.