Toner e cartucce rigenerate: ecco come risparmiano gli italiani

7 gennaio 2018 • Business & Startup • Di: • Visto: 97

«Secondo varie statistiche e sondaggi agli italiani non piacciono molto le cartucce originali e preferiscono toner e cartucce rigenerate.»

Di marchi italiani di cartucce ce ne sono veramente pochi o nulla, proprio perché le principali stampanti sono di nazionalità estera. Eppure, ancora una volta, il made in Italy riesce a prendere il sopravvento, visto che la pratica di utilizzare cartucce rigenerate può essere compresa come attività artigianale made in Italy. Una pratica molto apprezzata, con oltre il 50% degli italiani che, in effetti, non acquistano prodotti originali, preferendo toner e cartucce rigenerate.

La rigenerazione di cartucce e toner per stampanti è un processo attraverso il quale questi componenti vengono ripristinati per essere nuovamente pronti all’uso. Le cartucce di stampanti laser, a nastro e a getto d’inchiostro, ma anche di macchine da scrivere e fax, una volta esaurite vengono classificate come rifiuti speciali non pericolosi. Molte di queste cartucce possono subire un procedimento di rigenerazione attraverso la sostituzione delle parti monouso: parliamo di componenti ottici, inchiostri e toner. La sostituzione delle parti esauste e il riutilizzo degli ingranaggi e dei contenitori consente la creazione di un prodotto che per qualità e durata, molto spesso, si avvicina allo standard dell’originale. Le cartucce rigenerate, quindi, risultano essere un ottimo investimento. Per maggiori approfondimenti vai su www.tonercartuccestampanti.it

Processo di rigenerazione di toner e cartucce

Come avviene dunque il processo di rigenerazione? Il processo si sviluppa solitamente in 4 fasi:

  • raccolta dei vuoti da sottoporre a rigenerazione;
  • individuazione e test di cartucce e toner esausti, che vengono sottoposti a rigenerazione solo quando possiedono i requisiti di idoneità: ciò accade solo nel caso in cui le componenti siano integre e le parti di supporto e quelle elettriche non presentino tracce di danneggiamento;
  • sostituzione degli elementi monouso;
  • ricarica di toner e cartucce, a cui solitamente segue un test che sancisce l’idoneità del prodotto al processo di stampa e ne garantisce lo standard di qualità;

Quali sono i vantaggi nell’utilizzo di toner e cartucce rigenerate?

La rigenerazione dei toner e delle cartucce per stampanti persegue un duplice obiettivo:

  1. un risparmio economico per gli utenti;
  2. un vantaggio per l’ambiente, perché permette di riciclare quelli che altrimenti diventerebbero veri e propri rifiuti da smaltire; si tratta infatti di rifiuti inquinanti;

Lo smaltimento viene operato da ditte specializzate e autorizzate. Ricordiamo che il trasporto di rifiuti è illegale se non espressamente consentito da autorizzazioni concesse a specifici vettori. L’attività di rigenerazione di toner e cartucce viene affidata sia ad aziende private sia da enti pubblici. Si tratta di imprese che ritirano il materiale presso la sede del detentore dei componenti esausti e lo trasportano dove avverrà materialmente il trattamento. In tali luoghi si procederà alla verifica della funzionalità ed alla eventuale ricarica.

I soggetti autorizzati allo smaltimento, quasi sempre, provvedono anche alla “creazione” di toner e delle cartucce rigenerate, occupandosi, poi, di rimettere in commercio tali componenti. Il mancato riutilizzo di questi vuoti inquinanti avrebbe come conseguenza l’accumulo dei materiali nelle discariche. Si ricorda che per produrre una singola cartuccia sono necessari 4,5 litri di petrolio. La rigenerazione delle cartucce e dei toner esauriti genera anche un risparmio da parte dell’utente sul prezzo che pagherebbe per prodotti nuovi.

Si ricorda che quando la cartuccia per stampante può essere ricaricata, si può procedere all’operazione anche autonomamente, utilizzando un kit di ricarica. Esistono tuttavia dei rivenditori che provvedono a tutte le operazioni utili a fa diventare toner e cartucce rigenerate. Quando i toner esausti non sono riutilizzabili per mezzo della ricarica, sarà lo stesso rivenditore a recuperare i vuoti per il loro riciclo.

Rigenerazione fai da te di toner e cartucce

Nella maggior parte dei casi si potrà procedere alla rigenerazione del toner rivolgendosi ai negozi specializzati. Chi preferisse farlo in autonomia potrà eseguire l’operazione in sicurezza seguendo poche regole. Si comincia rimuovendo il tappo della cartuccia, che solitamente è posto sulla parte laterale del dispositivo. In seguito si svuota l’inchiostro rimasto nel serbatoio, avendo cura di non eseguire l’operazione nel lavandino bensì su fogli di carta. Si deve prestare la massima attenzione a non disperdere polveri o liquidi nell’ambiente. A questo punto si procede rabboccando il serbatoio con inchiostro nuovo, con molta cautela. Nella maggior parte dei casi toner e cartucce sono provvisti di un blocco di plastica sul tappo; dunque è necessario rimuovere lo sportello aiutandosi con un cacciavite. Una volta terminata l’operazione di potrà riavvitare il tappo e il toner sarà di nuovo pronto per l’uso.

Quali sono le modalità di recupero di toner e cartucce esauste?

Prima di essere rigenerati toner e cartucce devono essere trasportati nei luoghi dove verranno sottoposti ad un’analisi per verificare la loro idoneità alla rigenerazione. Per il trasporto di questi vuoti sono necessari imballaggi eco-box non pallettizzati. Devono inoltre essere dotati di un coperchio e di un sigillo che impediscano la dispersione di polveri e liquidi. Le dimensioni massime degli imballaggi devono essere rispettivamente di 35, 35 e 70 cm. Il peso complessivo non superiore ai 30 kg. I vuoti di questo tipo sono piuttosto delicati e una volta raccolti devono essere preservati dalla luce e dalle fonti di calore. Per questo motivo lo stoccaggio deve avvenire in luoghi asciutti, non sottoposti a bruschi sbalzi termici e al riparo dagli agenti atmosferici.

Tags: , , , , , , , , , , ,

Comments are closed.