21 Agosto 2016   •   Redazione

Notte della Taranta 2016 : quest’anno la pizzica è femmina

«Il grande vento si è tenuto il 27 agosto presso l’ex Convento degli Agostiniani di Melpignano. A tessere la ragnatela di quest’edizione Carmen Consoli, prima donna Maestro concertatore. Donne anche le ospiti della serata, perché questa musica è madre, è femmina.»

Sud-est, sud profondo e assolato, punta d’Italia e terra del sole, delle costruzioni in pietra, terra in cui lo Ionio e l’Adriatico si incontrano, dove il vento soffia forte e si aspetta la tramontana, dove il lavoro è duro.  Ed è qui che le donne chine a lavorare nei campi venivano morse dalla tarantola. Il rimedio è ritmo, musica, energia nel ballo, forza nei movimenti e fare in fretta: bisogna cacciar via il veleno.

La danza è cura e la musica dei tamburelli un unguento magico, così la pizzica veniva suonata giorni o addirittura settimane per cercare di “esorcizzare” le donne tarantate e liberarle dal male che scorreva nel loro corpo.

Una catarsi collettiva, un rito di gruppo che non si è perso nell’oblio di un passato remoto ma che, con orgoglio, il popolo salentino ha saputo custodire, valorizzare e far amare.  Così nel corso del tempo, la riscoperta e la valorizzazione della tradizione musicale salentina hanno portato all’incontro di essa con altri linguaggi musicali dalla Word music al rock, dal jazz alla musica sinfonica per essere interpretata con gli strumenti della modernità, perché la musica è viva, scorre e si rinventa nel tempo.

A concretizzare il successo e l’attrattiva di questa musica ogni anno il Salento si riempe di eventi, di concerti, di gente che euforica salta e danza in modo sfrenato ed appassionato. Ogni estate l’appuntamento più atteso è la Notte della Taranta, il più grande festival della cultura popolare in Italia e uno dei più significativi a livello internazionale.

La diciannovesima edizione si è tenuta a Melpignano, nel cuore della grecia salentina, il giorno 27 agosto. Un’edizione speciale, sarà donna. La maestra concertatrice è Carmen Consoli e anche i nomi degli ospiti sono tutti al femminile. Ad alternarsi sul palco per celebrale la festa più grande del Salento  Fiorella Mannoia, Nada, Tosca, l’afro-spagnola Buika e l’ex vocalist dei Rolling Stones, Lisa Fischer.

Come la Cantantessa ha dichiarato in un’intervista a La Stampa: “Sarà una Notte della Taranta al femminile, perché questa musica è femmina. Anzi, è madre, donna che deve essere guarita dal ritmo, testimone di un sapere antico che attraverso la danza finalmente arrivava in superficie e sconfiggeva le malattie. Vorrei che la mia Notte della Taranta rievocasse quello spirito terapeutico che una volta animava le orchestrine di pizzica che eseguivano le guarigioni a domicilio. Sarà una terapia di massa”.

La vera protagonista del Concertone è l’Orchestra Popolare “La notte della Taranta”, composta da eccellenti musicisti di pizzica provenienti da tutto il Salento e sono loro i veri depositari della cultura della pizzica, guidati nel corso di questi diciannove anni da Daniele Sepe (1998), Piero Milesi (1999 e 2001), Joe Zawinul (2000), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003), Ambrogio Sparagna (2004, 2005, 2006), Mauro Pagani (2007, 2008, 2009), Ludovico Einaudi (2010, 2011), Goran Bregovic (2012), Giovanni Sollima (2013, 2014), Phil Manzanera. Tra i tanti nomi degli storici musicisti dell’Orchestra: Antonio Amato, Antonio Castrignanò, Alessia Tondo, Roberto Chiga, Antonio Marra.

Il 27 è stata l’ultima di una serie di tappe che dall’8 agosto hanno riempito le piazze delle cittadine del capoluogo salentino e che hanno anticipato la festa del concertone finale.

I numeri della partecipazione sono da record, sia per le serate itineranti che per il concertone di Melpignano. Lo scorso anno nell’area dell’ex Convento degli Agostiniani si contarono 200.000 persone provenienti da ogni parte del mondo e anche quest’anno si prevedono numeri importanti, a fronte dei quali si sono attivate le macchine della sicurezza e dell’assistenza sanitaria.

Un’ulteriore punto: il clima che si respira nel corso della serata. La pizzica è sorgente di energia, è musica aggregante. Sul palco come sotto il palco la festa è sfrenata. Giovanissimi e anziani ballano insieme con i tamburelli in mano. Si creano spontaneamente altre piccole orchestre improvvisate per le strade e i vicoli, si balla insieme con i fazzoletti attorcigliati tra i polsi, le gonne larghe, i bicchieri di vino in mano, con la felicità negli occhi e il sangue impazzito dal ritmo.

Un’esperienza da provare per credere e da raccontare. Qui il nord si unisce al sud, la penisola si scopre e cerca di conoscersi imparando passi di danza comuni, insegnandoli a chi parla altre lingue. Un’esperienza unica per ricercare le proprie radici, riassaporare la semplicità della vita. È un modo per conoscere altre tradizioni, imparare ad amarle e rispettarle tutte come proprie perché la conoscenza e l’unione dei popoli passa anche dai colpi dati su un tamburello in una notte di festa.

Elisa Toma