Startup e investimenti: nel 2017 un calo del 39% in Italia

11 gennaio 2018 • Business & Startup • Di: • Visto: 146

«Cala di 39 punti la percentuale di investimenti nelle startup in Italia: ecco un bilancio della situazione italiana relativamente a startup e investimenti.»

Quando ci lasciamo un anno alle spalle, è sempre tempo di tirare le somme e fare un bilancio. Oggi vogliamo farlo sul rapporto tra startup e investimenti nel nostro Paese, esaminando l’andamento del 2017. Partiamo dal principio: nel 2017 sono stati investiti, complessivamente, 110,8 milioni in startup italiane. Rispetto al 2016, sono stati investiti 68 milioni in meno. Si tratta della prima battuta d’arresto, negli ultimi tre anni, che colpisce le imprese innovative.

Ma vediamo qualche dato più da vicino e cerchiamo di capire le ragioni che hanno frenato gli investimenti in startup.

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I dati

Non esiste bilancio senza avere numeri alla mano. Eccoli qui: come abbiamo detto, per la prima volta in tre anni il trend in continua crescita che ha interessato startup e investimenti si è fermato. Sebbene migliore del precedente, l’ultimo trimestre dell’anno non è stato particolarmente salvifico. A conti fatti, il calo degli investimenti negli ultimi 12 mesi è stato del 39%.

Il segno meno si attesta davanti al numero delle operazioni (67 contro 74) e degli investimenti medi in capitale di rischio (circa 700mila € da 900mila). Vi basti pensare che, nel corso dell’intero anno, si sono avuti 11 round di investimento sopra il milione.

Colpi milionari

In tema startup e investimenti in Italia, solo pochissime realtà sono state protagoniste di colpi milionari. Fra tutte, spicca l’operazione dell’app dei pagamenti Satispay (18milioni) e il marketplace delle auto Motork (10milioni). Ci sono poi 9 milioni di euro per BeMyEye, l’app che permette agli utenti di indicare i prezzi dei negozi in cambio di una ricompensa economica, 7 milioni del biotech di Genenta Science e dalla startup Sfera che consente di coltivare ortaggi senza la terra. Un colpo importante anche quello del comparatore di preventivi Fazland, che ha raccolto 4,5 milioni.

Segnaliamo anche il successo della piattaforma Borsa del credito, che si aggiudica 1,6 milioni, la piattaforma per fotografi freelance Woonsap (1,3 milioni) e l’ammontare di 1,2 milioni raccolti da Marinanow (noleggio barche), Yolo (polizze temporanee) e Finscience (Big data). Da segnalare anche i fondi raccolti dagli incubatori di startup, tra i quali spiccano i 7,5 milioni raccolti dall’acceleratore del biotech BioVelocita e i 5 raccolti dall’incubatore Digital Magics.

E le startup italiane all’estero? Il legame tra startup e investimenti per le realtà con sedi all’estero ha generato circa 27 milioni di €. Tra le raccolte più significative, segnaliamo la fintech Soldo (Londra, 11milioni), i servizi cloud di Cloud4Wi (San Francisco, 11,milioni) Multiply Labs (San Francisco, 2,7), Mogees (Londra, 1milione) e Oval (Londra, 1milione).

Italia fanalino di coda?

Leggendo questi numeri (lo ammettiamo), un po’ di amaro in bocca c’è. L’Italiam che dice di voler investire nell’innovazione non sta, di fatto, lavorando in questa direzione. La legge di bilancio è, per molti versi, manchevole di supporto all’innovazione e non c’è un disegno strategico reale dietro all’argomento. E così le oltre 10mila startup italiane non trovano finanziatori. Rispetto ad altre nazioni europee, come la Germania e il Regno Unito, l’Italia investe in innovazione cifre ridicole: 100 milioni nostrani contro gli oltre due miliardi l’anno investiti da queste nazioni.

Il nostro augurio per il 2018? Più finanziamenti per l’innovazione, leggi chiare e sistemi di misurazione dell’efficacia che permettano di far andare le cose nel modo giusto. Solo così si può crescere e costruire un’ecosistema startup solido e sano.

Jessica Simonetti

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