Registi italo-americani, il Made in Italy oltreoceano

registi italo-americani

1 dicembre 2017 • Spettacolo • Di: • Visto: 124

«I registi italo-americani rappresentano il simbolo vincente del Made in Italy, in grado di brillare anche al di là dell’oceano.»

I registi italo-americani sono moltissimi, ed ognuno con un buon grado di fama. Ma chi sono? I loro padri o le loro madri partirono da Terracina, Cefalù, Vicenza, Trapani, senza parlare una parola di inglese, oggi hanno tra i 50 e i 60 anni, sono benestanti, vivono perlopiù a New York o Filadelfia, sulla costa orientale, ma c’è anche chi si è stabilito nell’Oregon. E tutti sanno esprimersi in italiano.

Il successo politico di una Nancy Pelosi o di un Rudolph Giuliani ci appaiono come delle anomalie più che delle regole. Ad esempio se uno di noi dicesse “italo-americani” in riferimento ad un qualcosa o qualcuno, sarebbe quasi immediato il riferimento alla voce roca di Don Vito Corleone, alle camicie sgargianti di Tony Soprano, ai baciamano, alle immaginette sacre, alle teglie di lasagne o alle arie della Cavalleria rusticana. Stereotipi, appunto, coloriti o feroci, comici o terribili, ma certamente di forte impatto spettacolare, che registi come Scorsese, Coppola, Cimino, De Palma, Ferrara hanno saputo trasformare in epica delle proprie radici. Perciò non solo attori: la schiera di artisti che hanno fatto successo dall’altra parte dell’Oceano è ricca anche di chi siede dietro la macchina da presa.

Per capirci meglio, abbiamo cercato di farvi conoscere meglio alcuni tra i più famosi registi italo-americani; primo tra tutti Francis Ford Coppola, vincitore di numerosi premi, tra cui sei Oscar, il Leone d’oro alla carriera alla Mostra internazionale d’arte cinematografica nel 1992, sei Golden Globe, tre David di Donatello, due Palme d’Oro e un premio BAFTA. Ora, quello che invece in molti non sanno, è che Coppola, con l’Italia, e con la Basilicata in particolare, ha un rapporto strettissimo; Agostino, il nonno di Francis, emigrò da Bernalda all’inizio del Novecento e Coppola nel 1989 divenne cittadino onorario del centro lucano, nel quale spesso trascorre le vacanze, approfittando anche delle spiagge della vicina Metaponto sullo Ionio. Il regista, infatti, a Bernalda ha acquistato un antico palazzo per trasformarlo in albergo esclusivo. Ma ha anche un progetto per dare impulso al centro di formazione per sceneggiatori, scrittori di teatro, musicisti e artisti che sorge a Torremare, nei pressi di Metaponto.

Quentin Tarantino invece, anch’esso tra i più famosi registi italo-americani del mondo, inizia la sua carriera dietro la macchina da presa all’inizio degli anni Novanta, raggiungendo il successo di critica con il film di debutto Le iene. Con il successivo Pulp Fiction arrivò la consacrazione, vincendo la Palma d’oro al Festival di Cannes e conquistando, oltre a sette nomination, il premio per la miglior sceneggiatura originale, condiviso con Roger Avary, ai Premi Oscar 1995. Il 24 febbraio 2013 si aggiudicò la sua seconda statuetta per la migliore sceneggiatura originale per il film Django – Unchained. A partire dal 21 dicembre 2015, inoltre, il suo nome è presente tra le celebrità della Hollywood Walk of Fame. L’attore e regista è figlio di Tony Tarantino, un musicista e attore statunitense di origini italiane, padre che Quentin non a mai conosciuto; Tuttavia, oltre alle origini, a legarlo a doppio filo con l’Italia è anche la sua passione per gli spaghetti-western e per Sergio Leone, di cui divenne grande fan.

Tra i registi italo-americani più noti, infine, troviamo anche Martin Scorsese, che tra i numerosi premi cinematografici ricevuti vanta l’Oscar alla miglior regia nel 2007 per The Departed – Il bene e il male, la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1976 per Taxi Driver, il Leone d’oro alla carriera al Festival del cinema di Venezia nel 1995 e tre Golden Globe come miglior regista nell’ultimo decennio. I nonni del regista, sia paterni sia materni, erano immigrati italiani originari, rispettivamente, di Polizzi Generosa e di Ciminna (entrambi comuni della provincia di Palermo), giunti negli Stati Uniti agli inizi del XX secolo. Dopo i primi anni di vita trascorsi nel Queens, la famiglia Scorsese, in seguito a controversie con il proprietario della casa dove vivevano in affitto, si vedono costretti a tornare a Manhattan, in Elizabeth Street, una delle vie principali della cosiddetta “Little Italy”. Quartiere dove Scorsese vive una travagliata adolescenza, a causa del suo forte asma e della sua piccola stazza, che non gli permettono di inserirsi nelle gang della zona.

 

Foto Copertina: @Gage Skidmore, via Flickr

Argia Renda

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