Nautica da diporto, miglior biglietto da visita del Made in Italy

nautica da diporto

17 maggio 2017 • Business & Startup • Di: • Visto: 340

«Crescita continua. Nel settore della nautica da diporto, secondo i dati di Confindustria e Prometeia, i dati restano in crescita ed incoraggianti, confermando lalone di ottimismo intorno al Made in Italy.»

Dati economici incoraggianti e previsioni ottimistiche per i prodotti Made in Italy arrivano da Esportare la dolce vita, la pubblicazione che il Centro Studi di Confindustria e Prometeia elaborano annualmente per aiutare le imprese del “Bello e Ben fatto” italiano (BBF) a orientare le strategie di penetrazione nei mercati esteri, studio svolto in collaborazione con Istat, UCINA Confindustria Nautica, FederlegnoArredo, Confindustria Alberghi, Federalimentare, Federorafi, Sistema Moda Italia, Assocalzaturifici e ANFAO. Prima di addentrarci nei numeri e nelle proiezioni, è bene spendere qualche parola in più sui BBF, sigla comprendente tutti quei prodotti del nostro paese che uniscono bellezza e funzionalità, cultura e tecnologia. Insomma un’arte in cui si esprimono da sempre le qualità distintive delle imprese manifatturiere italiane e, in particolare, la nautica da diporto il cui prodotto – l’imbarcazione – ne incarna tutte le caratteristiche tipiche: design, cura dei dettagli, qualità dei materiali e delle lavorazioni.

nautica da diporto

EDV 2017

Secondo il rapporto, l’Italia resta il primo esportatore mondiale della cantieristica nautica con una percentuale del 16,6% dell’export globale (equivalente a 1,9 miliardi di euro) seguita da Olanda, Stati Uniti e Germania. Gli USA rappresentano per i nostri cantieri il primo mercato al mondo quanto all’export di imbarcazioni di nautica da diporto. Essendo poi le nostre barche delle “vetrine dei prodotti BBF”, possono assicurare un grande slancio commerciale sulla piazza americana ad altre categorie merceologiche, come l’arredo o i gioielli, di cui si attende una crescita pari rispettivamente al 27% e al 32% entro il 2020. Il mercato della nautica da diporto statunitense ha, infatti, mostrato un’ottima ripresa dopo la crisi, con un tasso di crescita annuo del 6,7% in euro correnti nel periodo 2011-2015.

«Il prodotto barca – spiega Carla Demaria, Presidente di UCINA – è unico e rappresenta una vera e propria vetrina mobile in grado di veicolare nel mondo una grande varietà di prodotti BBF, come il design e lo stile italiano, la tecnologia, gli arredi, gli elementi tessili, e gli accessori. Leader in Europa e nel mondo, il settore della nautica italiana assume, perciò, un ruolo di rilievo strategico nella diffusione del Bello e Ben Fatto a livello globale».

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Carla Demaria

Grazie al ruolo della nautica da diporto, il rapporto prevede una crescita potenziale per i prodotti BBF pari al 20% nei prossimi sei anni. A scenari invariati, nel 2022 i 31 mercati avanzati assorbiranno prodotti BBF-Made in Italy per 70 miliardi di euro (erano 59 miliardi nel 2016) come sottolineato, a margine della presentazione di Esportare la Dolce Vita, dal Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e dalla Vice Presidente con delega all’internazionalizzazione di Confindustria, Licia Mattioli.

Il ruolo delle istituzioni e la cooperazione tra i paesi saranno, come sempre, conditio sine qua non per il raggiungimento degli obiettivi previsti: “per trasformare l’intero potenziale in realtà – si conclude il rapporto – saranno essenziali politiche di sistema, coordinate e integrate, per  l’internazionalizzazione a per lo sviluppo”.

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