Musica e Botanica: i Deproducers suonano la natura

30 marzo 2017 • Spettacolo • Di: • Visto: 3553

«L’unione di musica e botanica è possibile. L’arte si unisce alla scienza nell’incredibile progetto dei Deproducers, il collettivo composto da Vittorio Cosma, Max Casacci, Gianni Maroccolo e Riccardo Sinigallia. La musica della natura si fa concreta nel loro ultimo album: “Botanica”»

Il suono dei respiri delle piante, il battere della pioggia sulle corolle e sulle foglie: la natura genera musica, è musica e “Botanica”.

Nell’immaginario collettivo la scienza e la musica sono due discipline lontane e antitetiche, reciprocamente esclusive per cui lo scienziato guarda ai fenomeni della natura in modo oggettivo e il musicista pensa alla cura dell’anima. È il momento di smentire le antiche opinioni. La scienza si avvicina e si unisce alla musica in un modo molto particolare, attraverso un progetto singolare nel suo genere, unico in Italia e all’estero, quello dei Deproducers che riesco a mettere insieme in un disco musica e botanica.

Così l’arte delle note racconta la natura attraverso la sua stessa voce e la scienza ricerca armonia nel suono.

Il disco e il collettivo

Non poteva che uscire il giorno di Primavera, “Botanica” dei Deproducers per la casa discografica Ala Bianca, un incredibile disco dalla portata innovativa e coinvolgente, in cui il mondo vegetale prende parola e suono.

Un perfetto innesto tra musica e botanica. Per realizzarlo è stata indispensabile la collaborazione con Stefano Mancuso, una delle massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale, docente universitario a Firenze, membro dell’Accademia dei Georgofili, inserito dal «New Yorker» nella lista dei 20 italiani destinati a cambiarci la vita.

L’aspetto più ammirevole dell’incontro tra musica e botanica concretizzato in questo lavoro è che il disco non risulta didascalico né tecnicistico ma è semplice e diretto come la natura e dimostra che quando scienza e musica collaborano i risultati raggiungibili sono il più delle volte brillanti.

Attraverso i testi delle canzoni i Deproducers vogliono raccontare l’importanza del mondo vegetale per la sopravvivenza di ogni essere vivente, ponendo l’attenzione sulla rilevanza della cura e della tutela della natura. Le parole del testo della prima canzone dell’album sono: «Siamo ospiti di un giardino nel quale il 97,3 per cento della biomassa è vegetale» e anche dai titoli degli altri brani si deduce l’obiettivo del progetto, Pianeta verde, Fotosintesi, Radici, Vegetazione modulare, Disboscamento ecc.

Il collettivo musicale dei Deproducers è composto dal tastierista Vittorio Cosma, milanese, pianista, compositore e produttore che accompagna da sempre il percorso di Elio e le Storie Tese, dal bassista Gianni Maroccolo, fiorentino, membro storico dei Litfiba e componente dei CCCP poi Csi,  dal chitarrista Max Casacci, torinese, chitarrista, produttore e fondatore dei Subsonica e da Riccardo Sinigallia, romano, cantautore, produttore e ex Tiromanicino.

Planetario

Il primo capitolo del collettivo musicale dei Deproducers è stato Planetario. Anche questa sembrava un’idea dalla difficile concretizzazione ma dalla suggestiva riuscita. I 4 Produttori sopracitati nel 2012 hanno provato a musicare la materia. Per raccontare l’astrofisica, allora, fu determinante la collaborazione con Fabio Peri, direttore del Planetario di Milano.

L’unione tra musica e astrofisica portò alla realizzazione di 7 tracce: “Planetario”, “Travelling”, “Costellazioni”, “Arecibo”,“Neu”, “ISS”, “Home”, “Figli delle stelle”, “Travelling (strumentale)”, “Costellazioni (strumentale)”, “Neu (strumentale)”, “Home (strumentale)”, arricchite dalla voce dello scienziato e dal suo semplice modo di divulgare la scienza.

I live

Così come è stato per Planetario, anche per l’incontro tra musica e botanica la scenografia è mozzafiato. Le musiche sono infatti accompagnate da immagini e soluzioni grafiche e le varie esibizioni sono affiancate e arricchite dagli interventi di divulgazione dello scienziato Mancuso, in questo esperimento innovativo di diffondere informazioni scientifiche attraverso i suoni e l’arte delle immagini e proiezioni.

In merito alla divulgazione scientifica Mancuso ha dichiarato: «Purtroppo in Italia lo scienziato che fa divulgazione viene guardato con sospetto, al contrario di quanto accade all’estero, per esempio in Inghilterra. Per quanto mi riguarda sono convinto della necessità della divulgazione. Il modo in cui la musica e i miei testi si sono conciliati mi ha sorpreso. Sono uno che parla molto, ho bombardato di informazioni i musicisti e la molla è scattata quando ho spiegato che le piante funzionano a moduli. Proprio come certa musica, basta pensare al rapporto che esiste tra Bach e la matematica. Così anche la musica di “Botanica” è stata costruita con una struttura modulare. Ma nella musica dei Deproducers non c’è niente di casuale: ogni pezzo è nato seguendo un concetto elaborato insieme».

Il tour dei Deproducers è iniziato il 21 marzo presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma e toccherà il 22 aprile Genova per il Supernova Festival, il 26 maggio il Mart di Rovereto, il 3 giugno il Festival del Cammino di Francesco a San Sepolcro (AR), il 22 luglio il MusArt Festival di Firenze, il 15 settembre Pordenone, nell’ambito di Pordenonelegge.

Elisa Toma

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