Milano, partite di tennis in chiesa con Asad Raza

Asad Raza

6 dicembre 2017 • Arte & Design • Di: • Visto: 87

«A Milano un campo da tennis in una chiesa sconsacrata per dare fisicità al progetto Untitled (plot for a dialogue) di Asad Raza.»

Pensate a qualcosa di veramente strano, come una partita di tennis dentro una chiesa. Fare di questo pensiero così assurdo la realtà vi sembrerà impossibile. E invece no. A Milano, fino al 16 dicembre, la Chiesa sconsacrata di San Paolo Converso è stata trasformata in un campo da tennis. È tutto vero, ed è opera dell’artista statunitense Asad Raza.

Utilizzata, in passato, per gli usi più disparati, questa volta la chiesa milanese diventa location attiva di un progetto d’arte contemporanea, ospitando Untitled (plot for a dialogue), intervento installato dall’artista americano Asad Raza. Obiettivo? Creare un dialogo quasi spirituale, senza sfida o volontà di prevalere sull’avversario, invitando i visitatori a giocare una partita di tennis. Il tutto avviene all’interno del più ampio progetto Converso. Si tratta di uno spazio espositivo dedicato all’arte, ospitato appunto nella chiesa sconsacrata di San Paolo Converso a Milano, oggi sede dello studio di architettura CLS Architetti. Converso presenta mostre ed eventi. Artisti di differenti generazioni, provenienza geografica e linguaggio sono invitati a sviluppare progetti in dialogo con la storia, l’architettura e la funzione simbolica del luogo. Converso è una piattaforma “sospesa” in un interno monumentale. Nessuna parete la cinge. È puramente una superficie piana e anche i progetti esposti sono “sospesi”. Non si affermano mai a pieno e contendono sempre una voce propria alla magniloquenza della chiesa.

Asad Raza

La location nasce come chiesa dell’annesso convento della Congregazione delle Angeliche. È stata edificata tra il 1549 e il 1619. Gli affreschi, realizzati da Giulio e Antonio Ciampi, raffigurano la conversione, il battesimo, il miracolo e il martirio di San Paolo Apostolo. La chiesa è stata sconsacrata nel 1808, a seguito di un editto napoleonico. Fino al 1932 è stata adibita a magazzino. In seguito a un restauro conservativo, è stata destinata a sala per concerti di musica sacra. Tra gli anni ’60 e gli anni ’80 è diventata studio di registrazione, tra gli altri, per artisti del calibro di Maria Callas e Mina.

In questo caso specifico la chiesa si presta ad ospitare Asad Raza, artista che nel suo lavoro di produttore, curatore e drammaturgo, combina esperienze, esseri viventi e oggetti. Nel progetto Untitled (plot for a dialogue), Asad Raza continua la sua esplorazione di modi di abitare uno spazio, ricorrendo a pratiche d’interazione tra esseri umani, esseri non-umani e oggetti. Asad Raza risponde all’architettura cinquecentesca della chiesa, introducendovi rivestimenti, linee, reti, racchette, tè freddo al gelsomino e allenatori per un gioco simile al tennis.

Asad Raza

foto credit : http://judithbenhamouhuet.com

L’artista riconfigurare la chiesa – un luogo destinato alla ricezione di messaggi di autorità spirituali – in uno spazio di scambio diretto e di svago. Asad Raza ha un interesse di lunga data per il tennis: è un avido giocatore e ha scritto ampiamente sul tema. L’artista ricorre allo sport per suggerire una riflessione sulla necessità delle attività ricreative in una società imperniata sul lavoro. Intende il gioco come una modalità di rilasciare energie attraverso pratiche con un’alta carica simbolica, ma evidentemente non dannose.

I visitatori di Untitled (plot for dialogue) sono più che spettatori, abitano i propri corpi coordinatamente a quelli degli allenatori con cui sono invitati a giocare. I giocatori interagiscono l’uno con l’altro attraverso il medium della palla e la trama del campo da tennis. La mostra di Asad Raza pone così l’esperienza del gioco al di sopra di un apprezzamento puramente visivo, in quanto l’andirivieni del palleggio tennistico produce una bellezza meditativa attraverso gesti che non possono mai essere ripetuti.

Un’esperienza unica, che pone l’accento sul carattere spirituale del gioco del tennis, che vuole spingere i visitatori a riflettere, a staccare dalla società quotidiana legata allo stress e al lavoro, per lasciarsi trasportare in un qualcosa di tanto fuori dal comune quanto suggestivo: una partita di tennis all’interno di una chiesa. Provare per credere.

Foto: http://www.converso.online/

Chiara Rocca

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