Vino rosato: l’elogio pugliese al vino per tutte le occasioni

11 agosto 2017 • Food • Di: • Visto: 458

Fresco come un bianco ma intenso come un rosso, il vino rosato è il più versatile tra tutti i vini, adatto praticamente ad ogni occasione.

Al mare, per strada, nelle sagre e nei mercatini. Dalle degustazioni agli eventi ad hoc, tra le strade e le piazze salentine. In queste e in tante altre occasioni il vino rosato, fra i tanti, la fa da protagonista. Imbottigliato rigorosamente in vetro trasparente, il rosé non ha bisogno di belle etichette o packaging particolari: il suo colore è bello, affascinante ed è un piacere già da guardare. Dal pesca al magenta, dal rosa antico fino al porpora, le tonalità che può assumere questo vino sono molteplici, così come i sentori del resto. Bevuto esclusivamente giovane e a temperature fredde – tra i 10° e i 12° – come i bianchi, il vino rosato è abbinabile ad una grande varietà di cibo. Dal pesce ai primi piatti, dagli aperitivi con formaggi e salumi ai piatti più freschi come le insalate: la versatilità del rosato è il suo vero punto di forza. Aromi freschi e gusti sofisticati, spesso fruttati o che ricordano i fiori e la rosa canina.

«Certamente il pubblico femminile è particolarmente attento a questa tipologia ma anche gli esperti del settore lo considerano sempre di più interessante e dalle grandi potenzialità». Dott. Piernicola Leone de Castris.

A dimostrazione della potenzialità e del fascino del vino rosato vi è il trend sempre più in crescita per la produzione e il consumo del vino rosato in Italia: dopo diversi anni vissuti all’ombra dei rossi e dei bianchi, infatti, i consumi crescono esponenzialmente e le cantine, per stare al passo, aumentano la produzione, inventano il proprio rosé o ne creano diversi, miscelando uve a bacca rossa di ogni tipo. Un’offerta sempre più variegata rispetto al passato e che si concentra perlopiù in una terra certamente “vocata”.

La Puglia, regione prosperosa con paesaggi unici, naturali e “biodiversi”, si dimostra affezionata e dedita alla produzione del rosato. Al primo posto per la produzione nazionale di vini rosé, il tacco d’Italia elogia in maniera particolare questo vino nuovo, fresco e giovane. Sarà per la varietà di uve a bacca rossa presenti sul territorio che permettono la creazione di vini dal sapore unico ed intenso; sarà per il Mediterraneo, la cui vicinanza è fondamentale per un clima e per un ambiente che contribuiscono a produrre vini di qualità. Oppure sarà il know how dei viticoltori, nati e cresciuti in una terra “fertile’ dove lavoro, esperienza, gusto e idee non sono mai venute meno. Ad ogni modo, la Puglia ha ancora oggi un ruolo nel riscatto del rosato, e non solo a livello nazionale: un vino con un’identità e carattere e non l’unione di un vino bianco con un vino rosso, come in molti, erroneamente, credono ancora.

Non è un caso che il primo rosato imbottigliato in Italia nasce proprio in Puglia, nell’entroterra salentino, e più nello specifico a Salice Salentino. E non nasce di recente ma nel 1943 con un nome ancora oggi attuale, fresco e giovane, proprio come il vino in questione: Five Roses. Cantina Leone de Castris e un nome inglese che, nel secondo dopoguerra, consente l’esportazione per gli alleati negli Stati Uniti. Uve succose Negroamaro per il 90% e Malvasia nera per il restante 10%, un packaging sobrio ed elegante in bottiglia trasparente, che lascia intravedere con fierezza il suo rosa intenso, più vicino a diventare un rosso rubino. Le combinazioni di storia e qualità, esperienza e blend di successo hanno trainato il Five Roses in vetta, pioniere dei vini rosé italiani, oggi conosciuto e distribuito nei vari continenti, soprattutto Europa, Stati Uniti e Asia.

Per quanto riguarda la nostra azienda, che da sempre ha creduto nella tipologia del rosato, la nostra produzione è sempre stata considerata di grande qualità. In ogni caso anche per noi gli ultimi anni hanno presentato maggiori possibilità per i rosati a livello nazionale e internazionale.”
Dott. Piernicola Leone de Castris.

La Puglia continuerà probabilmente a essere la prima regione produttrice di vino rosato in Italia, grazie alla sua varietà di Negroamaro, Primitivo e Aleatico, vitigni adatti alla vinificazione dei rosé. Inoltre, le condizioni pedoclimatiche insieme alla gamma di uve disponibili nel territorio «rappresentano un unicum anche nel panorama nazionale».

A pranzo, a cena, in estate al mare o in inverno davanti ad un risotto, il vino rosato ha conquistato ormai un gran numero di palati. Attrae le donne e interessa l’uomo, anche l’esperto e l’esigente. Le nuove abitudini e le previsioni ci comunicano che il mercato del rosato è in continua crescita. L’augurio è quello di ritrovare il rosato tra i simboli di qualità ed eccellenza del Made in Italy. La Puglia (clicca qui per curiosità e leggende) ci sta già lavorando.

Noemi Rizzo

 

 

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