Watly: il cambiamento è nell’acqua

23 novembre 2016 • Business & Startup • Di: • Visto: 524

La rivoluzione dell’acqua potrebbe sembrare un titolo esagerato, ma non nel caso di questa Startup italiana che propone cambiamenti innovativi utilizzando proprio l’acqua e le energie pulite”

L’acqua. Fonte di vita primaria della specie umana, elemento fondante del nostro stesso corpo e fattore giornaliero imprescindibile per ciascun individuo. Il 71% della superficie terrestre è composto di acqua, di questi ben il 91% è costituito dagli Oceani, il 2,1% è rintracciabile nelle calotte polari e appena lo 0,65% si trova nei fiumi, nei laghi, nell’atmosfera terrestre e sopratutto nelle falde acquifere sotterranee. Il dato, crudo, mostra che solamente una infinitesima parte dell’acqua presente sul pianeta è accessibile agli esseri viventi che lo popolano. In termini pratici questo si traduce in un enorme, gigantesco e smisurato problema; gran parte degli esseri umani non hanno accesso all’acqua e ancora più spesso, anche ammesso che lo abbiano , quest’ultima  è inquinata, contaminata e portatrice di morte invece che di vita.

La vita senza acqua

Secondo i calcoli resi noti dall’Unicef, qualche mese fa alla Giornata Mondiale dell’Acqua, sono 750 milioni le persone che nel globo non hanno accesso ad acqua potabile e sono costretti a vivere senza, grandi parti dell’Africa Sub Sahariana, ma anche della Cina e dell’India, non riescono a fornire servizi di purificazione dell’acqua e questo a sua volta porta ad altri numeri impietosi. 1.000 infatti è il numero stimato di bambini che ogni giorno muoiono per malattie derivate da acqua non potabile, ma anche da cause ad essa legate, come l’ovvia mancanza di servizi igienico-sanitari e la conseguente scarsa igiene.

Del recentissimo Makers Faire di Roma, lo so, ne avete già sentito parlare da parte mia e, davvero lo so, ho già anche accennato al progetto di cui vi sto per parlare, ho potuto assistere all’inizio di una rivoluzione portata avanti con l’acqua, e naturalmente con idee brillanti e nuove; nonostante dunque ne abbia già accennato concedetemi di tornare per un ultima volta sull’argomento perchè davvero ne vale la pena.

La rivoluzione italiana dell’Acqua

Ed eccoci al momento della soluzione: si chiama Watly ed è il primo computer termodinamico del mondo, naturalmente tutto italiano. Watly vuole essere la soluzione a questo problema in modo rivoluzionario; i paesi sviluppati hanno pagato a caro prezzo, dividendo tra l’altro il conto anche con chi non ha usufruito dei benefici, la modernizzazione e le macchine che ci hanno portato a questo progresso tecnologico stanno infatti anche distruggendo il pianeta e Marco Attisani, CEO di Watly, ha sviluppato la sua rivoluzionaria idea tenendo bene a mente che non la stessa struttura avrebbe potuto essere il cambiamento di cui il mondo ha bisogno; ha cercato dunque la risposta altrove e l’ha trovata nel cielo oltre che nell’acqua. Il sole è come l’acqua, dona la vita, ma dona anche energia illimitata e pulita ed è proprio da questo principio che si può capire perchè possiamo parlare di rivoluzione dell’acqua. Watly è infatti un purificatore industriale di acqua alimentato ad energia solare, basta semplicemente metterlo sotto il sole per purificare l’acqua da qualsiasi contaminazione sia essa fisica, batteriologica o chimica riuscendo a dare accesso a questa risorsa, con ciascuna unità di Watly, a ben 3000 persone.

Ma Watly è anche altro…

Date queste premesse ho voluto saperne di più  e fortunatamente il team di Watly è stato tanto cortese da rispondere alle mie curiosità facendomi addentrare a fondo nelle funzionalità della macchina. Marco Da Rin, Interface Designer di Watly, mi ha fatto da Cicerone e mi ha gentilmente introdotto a tutte le funzionalità di questo strabiliante computer. La macchina, in primo luogo, è modulare, il che significa che data la mole non proprio modesta, deve essere trasportata e montata sul posto. Questa operazione richiede qualche container ed un paio di giorni. Il team ha lavorato a lungo, spiegava Marco, per trovare le soluzioni logistiche migliori riuscendo a raggiungere il notevole risultato di poter facilmente spostare e montare Watly sul posto poichè, mi ripeto, le dimensioni del computer termodinamico di cui parliamo sono notevoli.

C’è un punto sul quale Marco ha insistito molto ed è stato quello del cambiamento, avendo Watly di fronte a me credetemi se vi dico che ho realmente percepito questa possibilità. Esattamente, Watly non porta solo acqua ma è anche in grado di fornire energia elettrica e connessione ad internet, riesce in pratica non solo a fornire acqua potabile ma anche ad educare all’utilizzo corretto dell’acqua e all’igiene. Tutto questo risulta possibile grazie alla connessione wi-fi ed alla energia elettrica fornita, le quali riescono a far accedere ad un mondo di informazioni infinito, ma non è tutto perchè il modulo ha schermi HD che proiettano immagini ed informazioni raccolte dal web andando anche a fornire vere e proprie lezioni, cosa non scontata.

Il target finale dei creatori di Watly è quello di dare vita ad una energy-net, un internet delle cose volto al miglioramento della condizione umana dove energia, acqua ed internet si fondono per raggiungere lo scopo di migliorare le condizioni di vita di popolazioni che non hanno accesso solitamente a determinati servizi, metterli in contatto tra loro, dargli informazioni e opportunità prima sconosciute e farlo senza causare un disastroso impatto ambientale.

La tanica intelligente

Il punto focale sul quale il team propone questo cambiamento è dunque il corretto utilizzo della preziosa risorsa ottenuta dopo la purificazione, l’acqua. In territori dove questo bene è scarso esso potrebbe diventare con irrisoria facilità una moneta di scambio. Per evitare che tutto questo accada il team ha introdotto una tanica “intelligente”, Marco mi ha fatto parlare direttamente con chi la ha progettata, ossia Marcos Bassols, il quale a sua volta mi ha spiegato che la tanica riconosce il suo possessore ed il nucleo familiare facendo si che, nonostante quest’ultima sia caricabile quante volte si vuole, solamente le persone a cui è stata consegnata possano aprirla ed utilizzarla evitando così la nascita di un “mercato nero” dell’acqua potabile.

Le applicazioni di Watly sono potenzialmente infinite, i prossimi modelli avranno anche una stazione per droni, e sono veramente forieri di un grandissimo ed eccezzionale cambiamento. Internet delle cose è tra noi in maniera sempre più prepotente ma questa volta non è applicato ad una autovettura che oltre a muoverci dal punto A al punto B fa anche delle simpatiche foto e si connette ai social, questa volta parliamo di una tecnologia pulita e capace di cambiare seriamente ed in meglio la vita delle persone e lo fa “parlando” italiano perchè possiamo dirlo con fierezza, Watly è orgogliosamente tricolore e porta avanti la rivoluzione dell’acqua con italiana sfrontatezza.

 

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