Italia: 5 borghi da visitare nei paesaggi d’autunno

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4 ottobre 2016 • IN EVIDENZA, Travel & Culture • Di: • Visto: 13944

I borghi italiani sono dei luoghi molto affascinanti che non hanno subito l’azione del tempo e della modernizzazione. I boschi assumono i colori caldi dell’autunno, le vigne diventano dorate e i campi brulli, mentre i borghi assumono tutto il fascino della stagione

I mesi dell’autunno sono il periodo delle sagre e della vendemmia, il momento giusto per passeggiare tra le vecchie abitazioni in sasso e scorgere all’orizzonte panorami mozzafiato. In tutte le regioni d’Italia ci sono villaggi da visitare in giornata o al massimo in un weekend. Visitare questi luoghi per rivivere il passato e con esso la storia, la cultura dei tempi oramai andati.

In Trentino, in prossimità dell’altopiano del Bleggio troviamo il Borgo di Rango. Accolti da una scalinata in pietra, si raggiunge il centro del paese, caratterizzato da strade ciottolate, case in pietra e antichi ponti; meta ideale per chi cerca una vacanza in un borgo di montagna; costituito da un pugno di case rurali conservate nella loro antica architettura che parla ancora di un passato popolato di pellegrini, pastori con le loro greggi, mercanti e viaggiatori solitari che qui usavano sostare e riposare. Abitato da 150 persone, rivive nel periodo di Dicembre, in occasione dei Mercatini di Natale, che fanno scoprire le prelibatezze e i prodotti tipici. Le testimonianze più antiche del borgo risalgono al 2300 a.C., e narrano di una storia lunga e ricca di usi e costumi contadini; a Rango il tempo sembra essersi fermato. Qui è possibile visitare il Museo della Scuola dove sono messi in mostra materiali didattici e oggetti scolastici della prima metà del Novecento e anche il villaggio di Balbido, conosciuto come il paese dipinto, con i suoi murales che raccontano momenti di vita contadina, antiche leggende e vecchi mestieri. Prodotto molto celebre nel Bleggio sono le noci, che vengono coltivate in questo borgo dal 500, e sono caratterizzate dal guscio sottile che si rompe facilmente, le piccole dimensioni ed il sapore leggermente speziato.

Dal Trentino all’Emilia Romagna, precisamente a Montefeltro, su una rupe, sorge l’antico Borgo di San Leo, in provincia di Rimini popolato da circa 3 mila abitanti e ricordato in un detto popolare romagnolo che recita: “ Un solo papa, un solo Dio, un solo forte di San Leo”.
Il borgo, che oggi affascina i visitatori, era per imponenza scenografica, una roccaforte strategica dal punto di vista militare; la fondazione della fortezza risale al periodo delle guerre tra Bizantini e Goti intorno al VI secolo e a Carlo Magno che la donò allo Stato Pontificio. Dall’anno mille San Leo ha conosciuto un periodo di grande splendore quando la famiglia dei Montefeltro ha scelto il villaggio come sede della casata, e il passaggio di San Francesco e di Dante, che la cita poi nella Divina Commedia, lascia alla storia locale importanti capitoli culturali, religiosi e artistici. Spostandosi appena fuori il piccolo borgo, si osserva l’antica fortezza trasformata in epoche successive in carcere dove non è facile distinguere la storia dalla leggenda; all’interno venne imprigionato o per meglio dire sepolto vivo Giuseppe Balsamo, l’illuminato conte di Cagliostro, che ha scontato 4 anni di prigionia e sofferenze imposte dall’inquisizione, tacciato come eretico, imbroglione e truffatore per volere di papa Pio VI venne trasferito da Castel Sant’Angelo, è stato rinchiuso in una cella alla quale si poteva accedere solo attraverso una botola aperta nel soffitto. La sua morte resta un mistero e c’è chi giura di avere incontrato il suo fantasma tra le mura di San Leo anche se oggi la prigione è stata trasformata in un tranquillo museo.

In Basilicata si trova un borgo rurale ricco di opere a carattere storico, artistico e religioso: Venosa, inclusa tra i 196 comuni classificati come Borghi più belli d’Italia, popolata da 12.000 abitanti in provincia di Potenza. Tra le zone più affascinanti troviamo il parco archeologico, con le antiche terme romane, i resti di ville e una campagna di scavi fortunata ha portato alla luce i resti di una casa patrizia ribattezzata la casa di Orazio. Ma il simbolo indiscutibile di Venosa è la Chiesa incompiuta della Trinità, in pietra ormai in rovina, anche se il suo stato di decadimento non fa altro che accrescere il suo fascino misterioso e romantico. Fondata nel V secolo, comprende la Chiesa Antica dell’epoca paleocristiana e quella Nuova (mai conclusa). In prossimità del complesso è possibile osservare la Chiesa di San Rocco, intitolata al santo che all’inizio del 1500 è diventato famoso per aver liberato la città dalla peste.

Nella regione storica dell’Anglona, ricca d’insenature, calette e spiagge sabbiose da mozzare il fiato. Qui risiede uno tra i borghi più belli d’Italia: Castelsardo, in provincia di Sassari in Sardegna. La particolare posizione, oltre all’esistenza di piccoli approdi naturali, contribuì sicuramente alla scelta del luogo come sede di antichi centri abitati. A pochi chilometri venne fondato l’importantissimo monastero benedettino di Tergu, ora in fase di studio archeologico, mentre sul colle di Frigiano vi era già un monastero probabilmente di eremiti antoniani, intorno a cui si è aggregata la popolazione locale, per divenire poi un lazzaretto, quando nel 1102 venne fondato il castello della famiglia genovese dei Doria, battezzato Castelgenovese, da non confondere con Castel Doria. Questa è considerata la data ufficiale di fondazione del castello. A far da sfondo ci pensa il paradisiaco panorama che rimanda verso le coste della Corsica, dell’Asinara (nota per la presenza di asinelli caratteristici di questa zona) e alle quali s’intrecciano romantici tramonti. Sempre dal punto di vista storico, non manca la visita alla chiesa di Santa Maria e alla Cattedrale di Sant’Antonio Abate.

In Calabria, in provincia di Catanzaro, troviamo il Borgo di Squillace, che sorge su tre colli chiusi da due torrenti, l’Alessi e il Ghetterello. È posta in una posizione strategica a controllo dell’omonimo golfo sul mare Ionio, sul quale sorgono i quartieri di Squillace Marina e Fiasco Baldaia.
La città di Squillace è dominata dai ruderi dell’antico castello, la cui esistenza è documentata sin dal IX secolo d.C. Si pensa infatti che l’originaria costruzione fosse un castrum bizantino edificato sulle rovine del Monastero Castellense, che il governatore Cassiordoro aveva edificato durante il periodo degli ostrogoti. Nel corso della sua lunga vita il castello di Squillace è stato teatro di importanti avvenimenti, tra cui l’incontro tra Ruggero il Normanno e Brunone di Colonia che ricevette in dono il bosco di Santo Stefano, nella cui pace e serenità ha potuto edificare il famoso convento della Certosa di Serra San Bruno. Grazie alla sua posizione a dominio della città, dal castello di Squillace si gode il magnifico panorama sul mar Ionio, che spazia dalle splendide spiagge di Caminia di Stalettì fino al promontorio di Capo Rizzuto. La vicinanza di Squillace sia al mare, sia alle montagne delle Serre, rende la località ottima meta oltre che per il turismo estivo, anche per escursioni naturalistiche nel vicino Parco Regionale delle Serre, e archeologiche per la vicinanza del Parco Archeologico di Scolacium.

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