Instaborghi: un tuffo nel fiordo di Furore

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12 luglio 2017 • IN EVIDENZA, Travel & Culture • Di: • Visto: 1478

«Inauguriamo col botto la nostra nuova rubrica Instaborghi, dedicata ai Borghi d’Italia, portandovi a Furore, gioiello della Costiera amalfitana»

Se non siete mai stati a Furore (sito ufficiale) avete vissuto un po’ inutilmente, diciamocelo, e Instaborghi nasce anche per questo: il 2017 è l’Anno dei Borghi d’Italia e potevamo mai noi esimerci dal portarvi un po’ in giro lungo lo Stivale, alla scoperta delle piccole meraviglie che non conoscete? Certochennò. Approfittiamo dunque della bella stagione, delle ferie, dei weekend in fuga strategica dalla città – che certamente starete programmando, vi vediamo – per darvi qualche suggerimento utile su dove scappare, cosa vedere, cosa mangiare. Preparate la valigia e seguiteci.

Furore è il cugino un po’ ribelle di quella gran signora che è Amalfi, regina indiscussa della Costiera che da lei prende il nome, a due passi da Salerno.

Le prime notizie su Furore lo indicano come un casale di Amalfi, il suo nome deriva dal caratteristico Fiordo in cui è incastonata la piccola spiaggia che avrete visto in centinaia di immagini sul web. Si dice che i primi abitanti di Furore fossero amalfitani esiliati, in ogni caso, il borgo non ha mai avuto molti abitanti, anche a causa della sua conformazione geofisica, praticamente incastonato nella roccia, come molte costruzioni della Costiera. Proprio la strana conformazione, tuttavia, ha reso Furore una roccaforte inattaccabile nel corso dei secoli, in particolare durante le incursioni saracene, che tanto hanno lasciato nei tratti e nelle architetture di questi luoghi. Il Fiordo ha ospitato, nel tempo, il proliferare di diverse attività, dalle cartiere ai mulini ad acqua, attualmente edifici storici a contorno del borgo. Oggi Furore, più che un borgo vero e proprio, è un agglomerato di abitazioni sparse, le vecchie case dei pescatori sono state restaurate e rappresentano uno dei tratti caratteristici del posto. Furore, nonostante le dimensioni, annovera ben tre chiese, San Michele, Sant’Elia e San Giacomo, le cui cupole colorate contribuiscono a identificare il paesaggio tipico della Costiera amalfitana.

Da vedere a Furore

Senz’altro, l’attrazione maggiore di Furore è il suo Fiordo, uno spettacolare angolo di natura, dove la roccia si fionda nel mare verde cristallo. La piccola spiaggia, adornata dalle barchette colorate dei pescatori, è un rifugio dorato nel caos estivo del via vai di turisti diretti ad Amalfi o Positano, che intasano le curve della strada principale. Il Fiordo di Furore è sormontato, trenta metri più su, dal ponte su cui ogni anno si svolge il Campionato mondiale di tuffi da grandi altezze, il Marmeeting, una competizione che vede protagonisti, ogni volta, atleti di fama internazionale, che si esibiscono in tuffi al limite del cardiopalma all’interno del Fiordo.

Da fare a Furore

Furore è un ottimo punto di appoggio per visitare la Costiera, si trova infatti lungo la strada che da Amalfi (che dista 9 km) porta a Positano (che dista invece 18 km). Da qui potete esplorare tutte le meraviglie dei dintorni, godervi panorami paradisiaci e avere un pied-à-terre lontano dal chiasso dei borghi principali. Furore è definito il paese che non c’è, poiché i pochi agglomerati di case che lo compongono si sviluppano in altezza, stretti nella roccia. I muri a cielo aperto sono chiamati “muri d’autore”, proprio in virtù dei murales che li caratterizzano. Poi non perdetevi le tre chiese citate poco prima e i numerosi sentieri che vi portano a passeggio lungo panorami mozzafiato.

Piatto tipico di Furore

Scialatielli con le vongole. Che ve lo dico a fare. Ne cito semplicemente uno a caso perché in Campania, per la cucina, si casca sempre in piedi. In un borgo di mare come Furore non ci si può esimere dal godersi i sapori locali tipici, e il pesce è certamente uno di questi. Accompagnatelo con un limoncello finale e nessuno starà meglio di voi.

Curiosità

Una riproduzione in miniatura del Fiordo di Furore è presente al Miniatur Wonderland di Amburgo, che espone le più apprezzate e visitate ricostruzioni in scala dei luoghi più celebri del pianeta, realizzate con cura maniacale e notevoli effetti speciali, come le simulazioni di movimento di mezzi e persone. Ora, è chiaro che voi non dovete andare ad Amburgo ma proprio a Furore, perché niente può rendere l’atmosfera di questo borgo come viverlo e respirarlo dal vivo. Iniziate a visitare gli Instaborghi con noi!

Carolina Attanasio

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