Imprenditore: un’importante risorsa economica per il paese

Imprenditore

20 giugno 2017 • Business & Startup • Di: • Visto: 551

«Esaminando i dati raccolti dall’ISTAT e gli studi portati avanti dall’Osservatorio sull’Imprenditoria in Italia, emerge un quadro rassicurante, che mostra come l’Italia sia il paese dell’ imprenditore, soprattutto della piccola e media impresa, attivo specialmente nel settore manifatturiero, ma con importanti esempi anche nella media e grande impresa.»

Per uscire dalla crisi economica e rispondere al dominante sentimento di incertezza lavorativa, imperante dall’ultimo triennio a questa parte, sembra che l’impegno dei singoli si sia concentrato nella creazione di nuove imprese, anche in forme particolari e associate, come start up innovative e società per capitali. L’inventiva, la determinazione e le capacità gestionali del singolo, spesso sostenute da un buon capitale di partenza, sono infatti gli strumenti a disposizione della figura lavorativa che da sola sembra poter risollevare le sorti economiche del paese, ossia l’ imprenditore.

Se volessimo provare a dare una definizione, in economia l’ imprenditore è colui che è “proprietario di un’impresa e/o la amministra in prima persona, gestendo quindi capitali, mezzi di produzione, approvvigionamenti, dipendenti e investimenti, con l’obiettivo di creare nuovi prodotti e nuova offerta, con il risultato di creare nuova ricchezza, nuova occupazione e l’apertura verso nuovi mercati”.

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Oltre che al servizio di sé stesso, della sua idea e della sua visione, l’imprenditore in molti casi si pone quindi come una figura al servizio della società, che porta un ricircolo di ricchezza e nuove prospettive di sviluppo, in contrasto al tasso di disoccupazione e alla mancanza di investimenti esteri, fattori fondamentali per rilanciare l’industria produttiva e manifatturiera del paese, o almeno di darle la spinta necessaria per riprendersi e ritagliarsi un posto sicuro sul mercato nazionale e internazionale.

In un mondo ideale, per diventare imprenditore e raggiungere il successo, basterebbero un’idea innovativa, determinazione e voglia di mettersi in gioco; tuttavia, le dinamiche economiche del nostro paese insegnano che è sempre bene aver fatto un po’ di gavetta sul campo, per essere pronti e preparati a rispondere a tutti gli adempimenti necessari che fondare un’impresa comporta, e poter contare su un capitale di partenza, fondamentale agli inizi, per sostenere le prime spese e gestire eventuali imprevisti.

Tra gli imprenditori italiani, che hanno iniziato dal basso per arrivare al top, si possono fare diversi nomi: per esempio, il manager e CEO di Pirelli, nonché vice presidente di Mediobanca, Marco Tronchetti Provera: è partito da una geniale intuizione, ossia l’importanza di avvicinare l’area di carico e scarico merci tramite container alle industrie, e ha iniziato la sua carriera imprenditoriale fondando la sua prima società, la Sogemar, attiva nel settore della logistica. Riuscito a farle acquistare valore, ha quindi deciso di venderla per salire di livello, utilizzando gli utili per entrare in Camfin e spianandosi la strada per essere accolto come manager salvatore in Pirelli, il Gruppo leader nel settore degli pneumatici, che ancora oggi può giovarsi della sua guida.

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Oltre all’esperienza, un altro fattore fondamentale, alla base di un imprenditore di successo, è il supporto della famiglia: in Italia molte piccole e medie imprese riescono, infatti, a sopravvivere e a sostenersi grazie alla conduzione familiare, condizione che, partendo da un prodotto di successo e da un buon spirito imprenditoriale, può portare anche una piccola impresa ad ampliarsi e raggiungere il vertice. Si potrebbero citare molti esempi, ma i più emblematici si possono trovare nel settore alimentare, si pensi a Barilla e Ferrero: nate entrambe come piccole aziende di famiglia, hanno poi continuato a crescere, alimentate da generazioni di imprenditori della medesima stirpe, fino a diventare delle industrie leader, non solo nel settore produttivo, ma anche nella grande distribuzione.

A sottolineare il ruolo fondamentale della figura dell’ imprenditore come risorsa economica per il nostro Paese, è anche il Centro Studi di Confindustria, una risorsa fondamentale per chi vuole fondare e gestire un’impresa, per avere una visione di insieme sul panorama economico italiano e sugli strumenti utili per far funzionare il proprio business, che ha dedicato il suo ultimo Convegno Biennale (2016) proprio all’imprenditorialità e agli imprenditori.

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In quanto prodotto sociale della nostra società, frutto della nostra concezione del lavoro, del nostro spirito di iniziativa e della nostra volontà di mettersi in gioco, l’imprenditore è in grado di produrre ricchezza e di alimentare il progresso, perché capace di combinare, in modo proficuo, idee, capitale e lavoro.

Dalla sempre più diffusa tendenza all’auto-imprenditorialità, fino alla diffusione capillare di piccole realtà creative, come hub e startup, la tendenza italiana al fare impresa è sempre più marcata, ed è proprio la figura dell’imprenditore che può fare la differenza per la sopravvivenza delle aziende stesse. Questo è da intendersi non come il proprietario che delega ad altri la gestione del suo business, limitandosi a raccoglierne gli utili, ma come il manager esecutivo impegnato attivamente per il suo funzionamento.

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I suoi compiti nei confronti dell’azienda prevedono di stabilirne il business core, modularne il business plan in base agli scossoni dell’economia di mercato, lavorare in team con le menti creative per promuoverne l’innovazione, gestire il rapporto con i dipendenti per assicurare un ambiente di lavoro sereno e produttivo, contattare gli investitori per promuovere la crescita futura e l’internazionalizzazione, e molti altri. Insomma, un lavoro che è quasi una vocazione, che in quanto alla base dello spirito di rivincita italiano può rappresentare la soluzione per guidare la ripresa economica del nostro paese.

Redazione

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