Giada Pilloni: dopo Amici di Maria De Filippi l’Arena di Verona

Giada Pilloni

7 novembre 2017 • Fashion & Lifestyle, Music • Di: • Visto: 459

«Viene dalla Sardegna, ama i tatuaggi ed è stata nella scuola più famosa d’Italia. Giada Pilloni si racconta dopo la sua sua avventura ad Amici di Maria De Filippi»

È sempre forte, energica e accattivante, il suo stile inconfondibile ha catturato l’attenzione del grande pubblico di Maria De Filippi, ed è così che noi oggi sentiamo parlar di lei. Col programma Amici ha strappato uno di quei venti banchi che solitamente rappresenta l’Everest per i giovani talenti italiani, ma lei no, non aveva paura, e le carte in tavola si sono mostrate vincenti. Giada Pilloni (Fan club) ha 20 anni, viene da Nuraminis, piccolo paese della provincia di Cagliari e sogna di fare la cantante. La sua è una voce fuori dal comune, un po’ come il suo stile e la sua grinta. Inizia a cantare all’età di 6 anni, ed è subito impossibile non accorgersi del suo talento, anche se in un’isola come la Sardegna emergere non è poi così facile. Zaino in spalla, voglia di vivere e passione sono i compagni di viaggio di una delle avventure più spericolate della giovane sarda. Nell’anno accademico 2016/2017 Giada Pilloni entra nella scuola più gettonata d’Italia, senza neppure esibirsi in diretta tv per volere dei professori, già pienamente convinti della sua presenza tra i banchi.

Non è facile stare sotto i riflettori, e non lo è sopratutto a 20 anni, quando si hanno mille ambizioni e una sola chance per iniziare. Sacrificio, dedizione e costanza rappresentano il mix letale per “fare il botto” in uno degli ambienti più competitivi dello spettacolo. La musica come il ballo ha bisogno di amore, impegno e consapevolezza, e sarà per questo che una come Giada non ha avuto problemi a dimostrare sin da subito quelle doti così invidiate da milioni di ragazzi. Perché poi in fin dei conti la vera guerra inizia dopo la fine del talent, quando le luci si spengono e il sipario si chiude. La ventenne non è arrivata al serale, ultima tappa del programma, per via dei pochi posti e dei troppi concorrenti in gara; i due coach Morgan ed Elisa non l’hanno portata in squadra, e col senno di poi, forse, è stata una vittoria. La cantante Elisa, art director della squadra blu, sicura delle grandi capacità della ragazza le propone a sangue caldo di aprire uno dei suoi concerti all’Arena di Verona. Non male per una poco più che 20enne ma con un timbro da paura non vi pare?! Il 12 settembre sopra quel grande palco debutta col suo inedito Noi siamo soli, scritto da Anthony Conte e prodotto dalla Mmline Production Records in collaborazione con il dj Maurizio Sacchi.

Noi di Snap Italy abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giada Pilloni, curiosi di scoprire la sua vita, il suo mondo e i segreti del suo successo. Quello che ne emerge è tanta umiltà, passione e determinazione. Una piccola donna che sogna la carriera coi piedi per terra, che ama distinguersi dalla massa e non passa inosservato coi suoi capelli, i suoi tattoo e quel look da punk-rock che ha segnato il suo percorso ad Amici.

Giada Pilloni, 3 aggettivi per descriverti.
Simpatica, impulsiva, determinata

Da Nuraminis ad Amici di Maria De Filippi, quanto è stata dura arrivare in vetta?
È stato sicuramente un passo molto importante, spero il primo tra tanti. Inaspettato perché non pensavo di riuscire a entrare nella scuola. È stata dura abituarmi a quel nuovo contesto così particolare e frenetico.

Sei sempre stata definita l’anima rock della classe più seguita d’Italia, ma tu in realtà come ti senti?
Ahahahah, oddio so di sembrare veramente un po’ distaccata e cattiva inizialmente, e molto probabilmente è così sul serio, ma credetemi so essere anche molto di più. Magari non rock, un minimo punk sì.

Non sei arrivata in finale ma hai aperto il concerto di Elisa all’Arena di Verona, una vittoria diversa e forse più importante. Che emozioni hai provato?
È stato veramente pazzesco, avevo il cuore in gola, una sensazione disarmante. Tantissime persone, c’era un atmosfera bellissima, io la sentivo, sentivo a livello fisico quella felicità che oltre a essere mia era di ognuna di quelle 20.000 persone.

La tua voce ha stregato tutti, quanti sacrifici ci sono dietro questo lavoro?
Sono sempre stata sincera da questo punto di vista. Io non ho studiato canto, sono sempre andata avanti da autodidatta. L’unica cosa che ci vuole è passione, tanta passione. I sacrifici sono arrivati quando ho voluto provare concorsi, viaggi per provare a crescere. A oggi i sacrifici son questi. Amare la propria musica non lo è, anzi.

La tua è una personalità forte, il tuo look ne è l’esempio. Quanto conta per te la moda nella vita di tutti i giorni?
Ti dirò, non sto tanto attenta. Non butto troppo tempo sul look, tendo alla comodità. Dipende tantissimo dal mood in cui mi sveglio sinceramente. Una cosa che ho di vizio però è il vestirmi scura, sempre il nero.

Abbiamo notato la tua passione per i tatuaggi. Qual’è il tuo preferito e perché?
Io amo tantissimo i miei Mandala, ma ho due tatuaggi che mi rappresentano tantissimo, a livello interiore. Li ho sulle mani, “Storm”Quiet”, sono opposti ma mi aiutano a tenere l’equilibrio.

Come sarà Giada tra qualche anno?
Beh allora, sicuramente continuerò a seguire i miei sogni, sono stata molto fortunata durante questo anno. Ora si respira un po’, e si preparano nuovi progetti, punto su un progetto molto rivoluzionario, ci sarà uno stravolgimento. Spero di farmi risentire al più presto!

In fin dei conti poi quei tatuaggi la rappresentano, e quella voce è un po’ il suo marchio di fabbrica. Come se di quei diamanti ce ne fossero davvero pochi nel mondo, e a noi piace pensare che di Giada ce ne sia una sola. Occhi verdi, caratterino spinoso e anima ribelle, un concentrato disarmante per chi ascolta la sua musica e per un minuto smette di pensare. Sappiamo che questa sarà solo la prima di una delle tante interviste che vedranno protagonista Giada Pilloni e il suo sogno, pertanto le facciamo un grosso in bocca al lupo sperando di rincontrarla sempre con questa grinta. Forza Giada!

Anita Atzori

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