Food truck italiano: la qualità è su quattro ruote

6 aprile 2017 • Food • Di: • Visto: 1079

«Street Food Truck italiano che passione, in tutta la pensisola italica stanno nascendo come funghi, ce n’è davvero per tutti i gusti: dolci, salati, di pesce, carne, vegetariani»

Il movimento degli street food truck italiano oramai ha contagiato tutte le regioni, finalmente una moda americana che ci piace più di altre, proprio perchè diverso dal fast food. 

Ed in questo periodo se non sei mai andato a mangiare in un ristorante stellato o non ti sei mai taggato in un evento per soli addetti al settore e magari non hai mai bevuto Biodinamico non sei praticamente nessuno. Allora ben vengano tutti gli steet food truck che ci riportano con i piedi per terra. Ora ovviamente non sto facendo critiche al lavoro di nessuno sia ben chiaro, dico solo che il più delle volte dovremmo soffermarci e tornare a cucinare, a mangiare e a respirare quei sapori che si respiravano una volta nelle nostre cucine.

Detto ciò vediamo meglio di cosa sto parlando, perchè il fenomeno è partito all’incirca una decina di anni fa e ha colpito tutti i nostri prodotti tipici. Di street food truck italiano ce n’è per ogni specialità regionale italiana o quasi.

Si parte dalla Sicilia, perchè tra i miei dolci preferiti c’è il mitico Cannolo siciliano che i giovanissimi e italianissimi  Alessandro e Ivan ci preparano, con ricotta di pecora selezionata siciliana. Come dicono loro “un cannolo riempito al momento è tutta un’altra cosa“.

Parliamo di street food truck italiano e non possiamo non parlare del “Carrettino” dove ti preparano lo gnocco fritto, una delle ricette più conosciute ed apprezzate non solo nella terra madre, l’Emilia, ma in tutta Italia.  Lo gnocco fritto caldo, con prosciutto crudo (Fiocchetto), che in alcuni casi supera perfino il gemello culatello, oppure ancora la coppa piacentina D.O.P per non parlare  del gorgonzola riserva che si scioglie al solo contatto. Speriamo solo di incontrarlo molto presto… e come diceva un mio caro amico “ricordati che lo gnocco è solo il cugin del tortelin

E’ vero non c’è volta che non sottolinei le mie origini pugliesi ma quando vedo arrivare questo carrettino ci vedo tutto … Lu sule … Lu mare … Lu ientu … ci vedo Lu Salentu. L’apuccia è un vero trionfo di sapori pugliesi: è molto più di un panino farcito. La puccia per chi ancora non ha mai avuto occasione di provarla è il tipico panino salentino morbido dentro, croccante fuori e saporito.

Il loro più che un food truck italiano a tre ruote è un furgone vero e proprio: i bimbi (come si dice in toscano) vanno forte, e si perchè Simone  (classe1993) e Daniele (classe 1991) non scherzano. Entrambi fiorentini  dalla loro amicizia in primis e dalla passione della cucina in secundis è nato questo progetto.
Parliamo del DanSi Rinascimento culinario” : a bordo di questo fantastico Truck vengono preparati piatti della tradizione fiorentina e toscana. Ve lo assicuro che assaggereste tutte e dico tutte le loro preparazioni (100% hand made): dai ravioli ripieni di patate con ragù di chianina Igp alle polpette di ribollita con verdure estive salsa agrumata e cipolle agrodolce. Sicuramente i ragazzi hanno molta strada da fare e lo sanno bene, ma siamo sicuri che continuando cosi avranno grandi soddisfazioni. Ovviamente più di quelle che hanno gia avuto, in campo nautico si dice buon vento come augurio anche se per voi buona strada potrebbe andare meglio

Nell’estate del 2014 mi trovavo a Milano per lavoro e mio cugino mi fece conoscere Francesco e Antonio. Anche loro ovviamente più che italiani, roba di made in sud. La loro storia parte proprio dalla terra partenopea. Cresciuti con la parmigiana della Zia , mozzarelle campane e “sasicc’ e friariell‘” , i giovani all’epoca si trasferirono a Milano per studiare. Antonio e Francesco erano un pò come il gatto e la volpe: il primo la mente, il secondo il braccio.
Parliamo del food truck italiano “Bello e Buono” . Che i due fratelli hanno carettere e stoffa si vede  dalle litigate su quell’ape, che vi posso assicurare essere un posto molto stretto dove lavorare, ma sopratutto dalle serate passate a lavorare come forsennati senza sosta fino alle prime luci del mattino tra battute esilaranti in napoletano e ultime sfornate di pizza bianca perchè a sasicc’ e friariell’ e tutti gli altri condimenti sono già finiti e come diceva il nostro amico pizzaiolo “a finit tutt’ cos Daniè iamm’ a cas!”

Daniele Covino

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