Festa del Cinema di Roma 2016: i 4 film italiani da non perdere

Festa del Cinema

22 novembre 2016 • Cinema & TV - Web • Di: • Visto: 883

«A neanche un mese dalla chiusura della Festa del Cinema di Roma, torniamo a parlare dei film della Selezione Ufficiale, in particolare delle 4 pellicole italiane che hanno debuttato durante la kermesse romana, presto disponibili nelle sale italiane»

La Festa del Cinema di Roma si è appena conclusa ma questo non ci impedisce di tornare a parlare dei film che sono stati protagonisti dell’undicesima edizione del festival “mobile” della Capitale. L’edizione del 2016 è stata ricchissima di ospiti eccezionali, da Maryl Streep a Tom Hanks, ed altrettanto densa di eventi e rassegne. In particolare i film della Selezione Ufficiale sono stati degni di nota, da Moonlight di Berry Jenkins a Snowden di Oliver Stone, fino a Captain Fantastic di Matt Ross con Viggo Mortensen, che ha vinto il premio del pubblico. Ma tra i 44 titoli provenienti da tutto il mondo, la Festa del Cinema ha visto anche 4 film italiani in prima linea: 7 minuti di Michele Placido, Naples ’44 di Francesco Patierno, Maria per Roma, l’esordio di Karen Di Porto, e Sole, Cuore, Amore di Daniele Vicari. Generazioni di cineasti distanti tra loro, ma accomunate dal desiderio di denunciare la condizione precaria del lavoro femminile (è il caso di 7 minuti e di Sole, Cuore, Amore), oppure di mostrare, attraverso le immagini di una città, la condizione sociale di chi la abita (tema dei film Naples ’44 e Maria per Roma). Ecco un’analisi di queste 4 pellicole proposte dalla Festa del Cinema edizione 2016, presto nelle sale di tutta Italia.

  • 7 minuti di Michele Placido

La dignità della classe operaia, e più in particolare di quella femminile, è il tema centrale di 7 minuti, il nuovo film di Michele Placido tratto dall’omonima pièce teatrale di Stefano Massini. In un momento storico in cui la crisi ha reso il lavoro non più un diritto ma una speranza, il regista pone al pubblico una semplice quanto drammatica domanda: a cosa rinuncereste pur di mantenere lo stipendio? La trama è semplice: i proprietari di un’azienda tessile si trovano costretti a cedere la loro impresa ad una multinazionale francese. Le operaie della fabbrica temono di perdere il posto, ma a sorpresa i nuovi proprietari chiedono una sola cosa: rinunciare a 7 minuti della pausa pranzo. Le sorti di tutte le lavoratrici della fabbrica sono in mano a 11 delegate sindacali, le quali dovranno decidere se accettare o meno questo compromesso. La proposta aprirà un feroce scontro tra chi è disposto a cedere e chi invece sa che dietro quei 7 minuti si nasconde l’ennesimo abuso.

Ispirato ad una storia realmente accaduta in Francia, 7 minuti è un film corale tutto al femminile, una storia di donne diversissime tra loro, ma tutte accomunate dalla paura, dall’indignazione e dalla disperazione. Con una regia quasi claustrofobia, Placido riesce a mettere a nudo le sue protagoniste, ad andare a fondo nelle loro vite, a comprenderne le ragioni. Intense le interpretazioni delle attrici, tra cui Ottavia Piccolo (presente anche nella versione teatrale), l’esordiente Fiorella Mannoia, Maria Nazionale, Cristiana Capotondi, Violante Placido e Ambra Angiolini. 7 minuti vuole evidenziare la forza della collettività in una società che ci vuole gli uni contro gli altri, in una durissima guerra tra poveri. Pellicola importante e da non perdere, in sala dal 3 novembre.

  • Naples ’44 di Francesco Patierno

E’ il 1944 e a pochi giorni dalla liberazione, l’ufficiale inglese Norman Lewis arriva nella città partenopea e la trova lacerata, affamata, distrutta. Naples ’44 è un docufilm di Francesco Patierno, l’adattamento del diario tenuto dallo stesso Lewis nei giorni della sua permanenza a Napoli. Divenuto scrittore di successo, l’ufficiale inglese trasformò gli appunti in un libro, pubblicato in Inghilterra nel 1978 e diventato presto un best-seller. Patierno immagina un ormai anziano Lewis che dopo tantissimi anni torna nella città che lo conquistò, per raccontarne l’umanità e l’essenza. Alternando passato e presente e con l’ausilio di immagini di repertorio dell’Istituto Luce nonché di film che hanno raccontato l’orrore della guerra in Italia (Le quattro giornate di Napoli e Paisà per citarne alcuni), Naples ’44 racconta soprattutto la gente napoletana, da sempre in grado di adattarsi alle situazioni e a non lasciarsi scoraggiare da nulla. In questo racconto a tratti onirico, Patierno è supportato dall’inconfondibile voce dell’attore inglese Benedict Cumberbatch, il cui timbro caldo e magnetico riesce a supportare l’intera struttura del film (la versione italiana è narrata da Adriano Giannini). Naples ’44 è un film che ha il merito di recuperare l’identità culturale napoletana, ed è consigliato soprattutto a chi ama i documentari storici (ed anche ai fan di Benedict Cumberbatch).

  • Maria per Roma di Karen Di Porto

L’anno scorso fu la volta di un supereroe tutto romano, quest’anno di un road-movie tutto romano: dopo Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema arriva un altro esordio nostrano, Maria per Roma, l’opera prima di Karen Di Porto, che in questo film è sceneggiatrice, regista e protagonista. Opera autobiografica, il film è la storia di Maria, una giovane donna che vive in un monolocale insieme alla sua cagnolina Bea. Vorrebbe diventare un’attrice, ma per sbancare il lunario lavora come key-holder presso un’agenzia che affitta appartamenti di lusso ai turisti. Di corsa dalla mattina alla sera in sella alla sua vespa, sullo sfondo la città di Roma, coprotagonista della pellicola. Il film è il racconto ironico della giornata tipo di una donna e della sua esistenza caotica, sempre in affanno, divisa tra aspirazioni e precarietà, delusioni e speranze, ambientato in una Roma distante dalla suggestività del La grande bellezza, ma piuttosto colma di un’umanità bizzarra e variegata. Adatto a coloro che non si stancano mai del fascino della capitale.

  • Sole, Cuore, Amore di Daniele Vicari

No, non si tratta di una canzone pop italiana di qualche anno fa. Sole, Cuore, Amore è l’ultima pellicola di Daniele Vicari, il regista di Diaz – Don’t Clean Up This Blood, il film denuncia sul G8 di Genova che sconvolse l’Italia nel 2012. Dopo quel film crudo e doloroso, Vicari torna al cinema per raccontare quella fetta di popolazione che vive di precarietà e che sembra essere invisibile al resto dell’Italia, quando invece «il film non mostra gli ultimi, ma la maggioranza degli italiani» come ha dichiarato lo stesso Vicari. Al centro due donne, due amiche che abitano nella stessa palazzina di Nettuno, nell’hinterland romano. Eli, interpretata da Isabella Aragonese, ha 35 anni, un marito disoccupato, quattro figli ed un lavoro in un bar sulla Tuscolana che riesce a raggiungere solo dopo due ore di viaggio tra metro e autobus. Vale invece, interpretata da Eva Grieco, è una ballerina costretta a lavorare di notte nelle discoteche e nei night club. Attraverso lo scorrere del quotidiano meccanico, estenuante e ripetitivo di queste due donne, Daniele Vicari racconta col suo solito tocco realistico e senza filtri, il dramma della precarietà, denunciando la follia di una routine alienante che distrugge l’anima e lo spirito dell’essere umano, troppo impegnato a lavorare per ricordarsi di vivere. Come ogni opera di Vicari, anche Sole, Cuore, Amore è un film doloroso, ma proprio per questo necessario.

Una Festa del Cinema che sul fronte italiano è stata all’insegna della denuncia nuda e cruda di una realtà difficile da raccontare, che non per questo va dimenticata.

Serafina Pallante

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