Misteri e magia a Torino, la città più esoterica d’Italia

10 febbraio 2018 • Viaggi • Di: • Visto: 377

«Esoterismo, alchimia e mistero sono parole d’ordine nel capoluogo piemontese: ecco a voi, tra paura, fascino e suggestione, tutti i luoghi di magia a Torino!»

Nella puntata precedente dei luoghi più magici in Italia vi avevo promesso che presto avremmo approfondito tutti i misteri e segreti di magia a Torino (sito ufficiale), città più esoterica d’Italia: promessa mantenuta! Non resta che immergerci e perderci nella suggestione e nella straordinaria energia del capoluogo piemontese.

L’origine di Torino

Cominciamo per gradi: Torino è una città magica fin dalla sua origine. Gli amanti della leggenda riportano il mito di Fetonte, risalente agli antichi-egizi: il principe Fetonte, figlio di Iside, la dea della magia, fondò Torino intorno al 1529 a.c.; alla città venne dato questo nome perché Cecrope, re di Atene, iniziò a immolare tori a Giove, dopo che questi si era unito a Io, che in seguito alla sua morte venne chiamata Iside. Inoltre Torino sorge in un punto strano, ossia dove vi è la confluenza di quattro fiumi, e l’acqua, per tutte le religioni, specialmente per quella egizia e greca, è simbolo di purificazione.

Secondo una versione forse più veriteria, Torino venne fondata dai romani nel 28 a.C. per volere di Augusto, con il nome di Augusta Taurinorum, città eretta a presidio di confine dell’impero. All’epoca la città era divisa in nella zona occidentale dove sorge il sole, il lato più benigno del territorio, ed una zona occidentale, dove invece vi è il tramonto e nascono le tenebre: qui venivano sepolti e crocifissi i condannati… Ancora oggi questa divisione interna a Torino fra bene e male esiste.

magia a Torino

Torino: centro nevralgico della magia

Si parla spesso di magia a Torino: il capoluogo, infatti, fa parte di ben due angoli magici. Insieme a Lione e Praga costituisce il triangolo della magia bianca, mentre con San Francisco e Londra forma il triangolo della magia nera. Questa ambivalenza di magia a Torino è rappresentata anche dalle sue principali piazze e delle diverse leggende che le circondano, ossia Piazza Castello, sede della positività, e Piazza Statuto, l’angolo più nero di Torino.

Piazza Castello

Piazza Castello è il simbolo positivo della città di Torino. Secondo gli esoterici, proprio sotto questa piazza, al di sotto del suolo torinese, dove si snodano tantissime gallerie sotterranee, vi sono tre grotte Alchemiche, luoghi di massima concentrazione di energia dove i pensieri dell’inconscio si materializzano. A Piazza Castello sorge inoltre il Palazzo Reale, epicentro dell’energia positiva, specialmente nel punto dove sorge la fontana dei tritoni; qui si dice che sia segnato il confine tra la parte bianca e benigna della città e quella nera, tenebrosa e negativa, incarnata da Piazza Statuto.

magia a Torino

by Marco Segato [CC 2.0], via Flickr

Piazza Statuto

Piazza Statuto è il vero cuore della negatività e magia a Torino. La sua oscurità ci è nota fin dall’antica Roma: infatti qui, all’epoca di Augusto, venivano uccisi i condannati a morte. Sicuramente il monumento più famoso, e anche più esoterico, della piazza è la fontana del Traforo del Frejus: la versione più tradizionale vuole che questo monumento sia un omaggio ai minatori caduti duranti i lavori del traforo. Per altri, invece, si tratta di una piramide costituita proprio dalle pietre del Traforo del Frejus, che nasconde un’allegoria: la vittoria della ragione sulla forza bruta. Infatti sui massi si trovano le statue dei titani, che rappresentano l’ignoranza, vinti dal Genio Alato, posto in cima, rappresentante della ragione.

E l’esoterismo che c’entra? Beh, per gli illuminati il Genio Alato non è un’allegoria della ragione, bensì la personificazione di Lucifero, che guida le forze dell’oscurità, guardando con aria di sfida le forze benigne, ossia l’oriente, simbolo di luce e nascita. Inoltre in precedenza sul suo capo vi era collocata una stella a cinque punte che poi fu rimossa: questa forse era l’allegoria di una fonte di luce, che potrebbe essere interpretata come un terzo occhio! Nella piazza si trova anche l’obelisco geodetico, che sta a indicare il passaggio del 45° parallelo; ma, per gli esperti di magia, esso indica il centro delle potenze maligne della città.

La Chiesa della Gran Madre e angoli di magia positiva

Come già potrete intuire dal nome, questa straordinaria chiesa, per molti esperti, è considerata uno dei luoghi più importanti della magia bianca, in cui si dice sia sepolto il Sacro Graal. Non a caso, davanti alla chiesa vi sono due statue: una di queste presenta sulla fronte il triangolo con l’occhio divino, e rappresenta la religione (ma l’occhio divino, come ben si sa, è un simbolo massonico); l’altra invece incarna la fede, in quanto regge una coppa (che simboleggia il Sacro Graal). Si dice che lo sguardo della prima indichi il percorso da seguire per trovarlo, e molti credono che porti alla Mole Antonelliana. In molti, infatti, credono che questa famosissima opera rappresenti davvero la magia a Torino, in quanto dicono che in realtà essa sia una grande antenna che tende al cielo per irradiare l’energia positiva che viene dalla città.

Ma non è finita qui: in altri luoghi della città si trovano altri simboli della fede cristiana, che ci lasciano avvolti in un velo di suggestione, mistero e inquietudine. Infatti nella Cappella della Sindone nel Duomo, si trova appunto la Sacra Sindone, ossia il telo che avvolgeva il corpo di Gesù dopo che venne crocifisso. Inoltre si dice che in una località segreta di Torino si trovi il velo della Madonna, mentre nella Basilica dell’Ausiliatrice si dice che vi sia una croce fatta con il legno dove Cristo venne crocifisso.

La fontana Angelica di Piazza Solferino

Questa fontana ha davvero un significato magico, incarnato dalle sue quattro statue. Le due maschili sono l’allegoria dell’autunno e dell’inverno, e entrambi versano l’acqua dagli otri, simbolo di conoscenza; si dice inoltre che queste due statue rappresentino i due sostenitori delle colonne di Ercole, oltre le quali gli antichi credevano vi fosse l’infinto. Le figure femminili invece rappresentano la primavera e l’estate, l’amore sacro e l’amore profano.

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by Eric Borda [CC by-nd 2.0], via Flickr

Il Portone del Diavolo di Palazzo Trucchi di Levaldigi

Il portone di questo palazzo presenta un batacchio centrale che raffigura il demone mentre scruta chiunque bussi alla porta. Per questo è meglio conosciuto come il Portone del Diavolo, un luogo colmo di energia negativa e tante leggende. Sicuramente quella più inquietante è la leggenda riguardo l’origine del portone: molti infatti raccontano che questo sia comparso improvvisamente in una notte, durante la quale un apprendista stregone invocò inutilmente Satana, che lo imprigionò per sempre dietro l’enorme porta.

Se la magia a Torino vi intriga e decidete di farci un salto, non vi dimenticate di visitare il Forte di Fenestrelle, altro luogo leggendario del Piemonte, in provincia della città più esoterica d’Italia.

Francesca Celani

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