Digitalife, il Festival dedicato all’arte digitale

Digitalife

10 ottobre 2017 • Travel & Culture • Di: • Visto: 223

«Digitalife arriva a Roma, da Ottobre a Gennaio, con una sezione dedicata alle nuove tecnologie.»

Digitalife (per info cliccate qui), per la sua ottava edizione, si apre a Palazzo delle Esposizioni (in scena dal 07/10/17 al 07/01/18, arricchito da 6 installazioni, dalla piattaforma KizArt per la fetta di pubblico più giovane, da una selezione di opere video della Biennale de l’Image en Mouvement, e da talk-performance decisamente interessanti.

Coprodotto dalla Fondazione Romaeuropa e dall’Azienda Speciale Palaexpo, il progetto Digitalife nasce da un’idea di Monique Veaute, ormai responsabile della sezione dedicata alle nuove tecnologie e all’arte digitale del Romaeuropa Festival, diretto, invece, da Fabrizio Grifasi. Nel nuovo indirizzo, voluto dal Vicesindaco con delega alla Crescita Culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo, si intravede nell’Azienda Speciale Palaexpo il perno del nascente Polo del Contemporaneo e del Futuro, polo dedicato all’incontro tra arte contemporanea e scienza, e che ha trovato pieno sostegno e forte condivisione da parte del Commissario per la gestione provvisoria dell’Azienda Speciale Palaexpo, Innocenzo Cipolletta.

Il programma espositivo è realizzato insieme ai curatori delle diverse parti del mondo: Richard Castelli, Raffaella Frascarelli, e Adrienne Drake in collaborazione con Andrea Bellini, mentre le performance sono curate da Massimo Trevisan, Giorgio Fasol e Tommaso Cinti per ArtOnTime. Al contario la divulgazione scientifica è affidata al Professor Massimo Bergamasco della Scuola Sant’Anna di Pisa, con il performer Stelarc.

Nella sezione principale, realizzata con Castelli, il pubblico si troverà immerso in una complessa articolazione di architetture audiovisive e ambienti digitali, un teatro virtuale che ribalta i concetti di spazio e tempo inglobando lo spettatore, che sarà poi travolto da un viaggio nel paesaggio organico e dal percorso evanescente. Sul concetto di mutamento è basata l’installazione, presentata in prima assoluta a Digitalife, Phosphor, creata dall’artista tedesco Robert Henke appositamente per il Palazzo delle Esposizioni: un paesaggio temporaneo plasmato da luce ultravioletta, e in continua trasformazione per tutta la durata della mostra. L’ottava edizione di Digitalife, sezione del festival dedicata alle nuove tecnologie e all’arte digitale, stimola una riflessione sulla fragilità delle rappresentazioni del reale, ingannevole quanto le illusioni virtuali che sono in grado di deformarlo.

All’interno degli spazi del Palazzo delle Esposizioni lo spettatore interagisce con complesse architetture audiovisive, vi si immerge, viene avvolto da vortici di luce e suono. Gli strumenti con cui le installazioni da noi selezionate assieme a Richard Castelli sono state realizzate, offrono agli artisti la possibilità di ampliare i propri orizzonti espressivi e di captare e riprodurre i mutamenti.

La Biennale de l’Image en Mouvement (BIM) del Centre d’Art Contemporain di Ginevra, su invito della Fondazione Giuliani, porta a Digitalife una selezione di film, coprodotti da In Between Art Film e che hanno avuto il loro debutto alla BIM 2016, diretta al solito da Andrea Bellini. Si tratta di 13 titoli, per lo più inediti in Italia, che esplorano la centralità dell’immagine nella cultura contemporanea, e ora proposti al Palazzo delle Esposizioni. Per concludere, un sistema di laser ad alta precisione tracceranno una rapida successione di figure astratte su uno schermo e in assoluta sincronia con il suono nella performance Lumière III di Robert Henke, al Teatro Argentina mercoledì 4 ottobre alle 21, anticipazione di Digitalife 2017, cuore tecnologico del Romaeuropa Festival.

Grazie a un software elaborato appositamente dallo stesso artista, le luci di Lumière III, infatti, creano geometrie e figure dalle molteplici chiavi di lettura: dai geroglifici a simboli di antichi linguaggi e architetture, fino ai panorami sintetici, figli dei primi videogames (Tron su tutti). Il tutto amplificato migliaia di volte in uno spettacolo assieme arcaico e futuristico.

Luci intense rompono momenti di un buio assoluto, passando dalla purezza del bianco alla oscurità quasi totale attraverso colori impossibili da ottenere mediante tecnologie video tradizionali, mentre movimenti lentissimi e dettagli minuscoli assumono la stessa importanza di gesti bruschi e improvvisi, e l’uso della nebbia gioca un ruolo fondamentale, rendendo visibili i fasci di luce nella creazione di una grande scultura tridimensionale.

Il software sviluppato da Henke stabilisce una connessione costante fra la parte musicale e quella visiva, avviluppandole e facendo di Lumière III un’opera immersiva, tra concerto elettronico e visual art. Digitalife è realizzata grazie al coordinamento artistico di Francesca Manica e l’organizzazione di Renato Criscuolo. Il progetto dell’allestimento è curato da Luigi Grenna, direttore tecnico della Fondazione Romaeuropa.

Argia Renda

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