Commedie estive, ecco i film che non passano mai di moda

Commedie estive

23 agosto 2017 • Cinema & TV - Web • Di: • Visto: 229

«Le commedie estive hanno in comune un elemento che le rende speciali e irresistibili: l’estate.»

Le commedie estive, immancabilmente, ogni estate tornano sul piccolo schermo per farci rivivere il sapore indimenticabile delle vacanze estive, del mare, dei giochi in spiaggia e dell’amicizia.

Le vacanze sono lo scenario di commedie estive diventate dei cult, in quel tempo sospeso in cui la nostra vita cambia forma: si abbandonano, infatti, le formalità della vita lavorativa e, fortunatamente, si viaggia. Le vere commedie all’italiana sono così, fatte soprattutto di canzoni da “ballo della mattonella”, ma anche di amori fugaci e personaggi stereotipati quanto realistici. Solo per citarne alcuni si può trovare il bagnino, il milanese borghese, la turista inglese – perché si sa, gli stranieri sono sempre un passo avanti -, e ancora l’intellettuale che legge Proust e guarda solo film impegnati, l’imbranato, il romano casinista e il piacione fashion.

Un’Italia tanto diversa da quella che vedremmo oggi sulle spiagge, con le Lacoste bianche e rosse di Jerry Calà, il maglioncino sulle spalle di Massimo Ciavarro al tramonto, gli occhiali da nerd, la mitica Vespa, le Superga e persino i tanto amati costumi interi

Prima tra le commedie estive, Sapore di Mare, film diretto da Carlo Vanzina nel 1983, racconta la storia di un gruppo di ragazzi, figli della media borghesia che trascorrono le vacanze a Forte dei Marmi. Le storie si intrecciano sullo sfondo dei successi discografici dell’epoca, tra gag, giochi in spiaggia, e passioni proibite; il film si conclude vent’anni dopo, sempre nello stesso posto e con gli stessi protagonisti che non vogliono saperne di crescere. Il film fu un successo al botteghino, tanto da permettere la realizzazione di un sequel: Sapore di Mare 2 –Un anno dopo.

Nel 1993 arriva al cinema la commedia estiva che ha fatto innamorare tantissimi ragazzi, Piccolo grande amore, diretto da Carlo Vanzina. Per gran parte di noi l’estate comincia davvero solo quando il film viene trasmesso in tv.
Ci troviamo in Sardegna, Sofia, principessa del Liechtenhaus, piccolo paese immaginario dell’Europa centrale, figlia del principe Massimiliano e orfana di madre, viene obbligata a sposare il principe Frederick di Sassonia per far fronte a problemi finanziari. Contraria a un matrimonio senza amore la ragazza fugge in un villaggio turistico in Sardegna in incognito, sotto il nome di Lisa, dove viene assunta come barista e dove incontra Marco, di cui si innamora. I due dopo vari ostacoli finalmente riescono a sposarsi. Il film incorona per sempre Raoul Bova come sex simbol.

Torniamo indietro nel tempo con una delle commedie estive forse meno conosciute: L’ombrellone, film del 1965 diretto da Dino Risi, che racconta la storia del quarantenne ingegner Enrico Marletti, che odia il mare e la confusione, lascia una Roma ormai vuota per raggiungere sua moglie Giuliana, da tre settimane in vacanza a Riccione per passare con lei il ponte di Ferragosto.

Marletti ben presto si rende conto di essere capitato in un momento d’inquietudine coniugale della moglie: in un primo momento individua, per un equivoco, il suo rivale in un gigolò; poi, a bordo del panfilo del commendator Tagliaferri, Marletti capisce che è in corso un’infatuazione intellettuale per il conte Antonio Bellanca, un astuto banditore di aste balneari che, tra una citazione e l’altra, cerca di appioppare a Giuliana le sue cianfrusaglie. Dopo una passeggiata con Enrico sul lungomare di Riccione, Giuliana tronca la relazione col conte e revoca il suo ordine per un mobile del Settecento.

Concludiamo con Ferie d’Agosto (1996) di Paolo Virzì (qui il nostro speciale), film ambientato nella piccola isola di Ventotene, e racconta le vicende di due gruppi di persone che trascorrono le vacanze in due case contigue. Ad un gruppo fa capo il giornalista Sandro Molino e alla sua compagna Cecilia Sarcoli. All’altro gruppo fa capo a Ruggero Mazzalupi, facoltoso proprietario di negozi, tipico rappresentante del “generone” romano.

Tra le tante commedie estive, abbiamo scelto di chiudere il nostro viaggio con questa, ricordando che il film ha ricevuto il David di Donatello come Miglior Film, oltre numerose candidature anche ai Nastri d’Argento e al Ciak d’Oro.

Ma cosa è rimasto nel terzo millennio di tutte quelle commedie estive che, con risultati altalenanti, hanno accompagnato la crescita in sala di tanti spettatori nati tra la metà degli anni Settanta e l’inizio del decennio successivo?

Argia Renda

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