ASTI Secco Docg: debutta lo spumante “rural glam”

ASTI Secco

6 dicembre 2017 • Enogastronomia • Di: • Visto: 137

«Autenticità del territorio, convivialità, eleganza e sensualità: sono questi i concetti che si mixano nel calice del nuovo ASTI Secco, che punta a svecchiare il concetto di brindisi»

L’albero del Moscato bianco di Canelli si fa in tre. Oltre, infatti, ai già apprezzatissimi Moscato d’ASTI Docg e ASTI Spumante Dolce Docg, da oggi regala un frutto in più: l’ASTI Secco Docg (sito del Consorzio). Il Consorzio per la Tutela dell’Asti, all’alba del suo 85esimo anniversario, ha presentato il 21 novembre, in anteprima ufficiale a Roma nella suggestiva location de La Lanterna di Fuksas, la nuova versione secca dell’Asti.

 Noi di Snap Italy c’eravamo e vogliamo raccontarvi tutti i dettagli dell’incontro e non solo!

Innanzitutto, perché una versione secca?

Le bollicine dolci Made in Italy stanno conoscendo un periodo florido dal punto di vista dell’export (+13% nel primo semestre del 2017) ma, come ha spiegato il direttore del Consorzio Giorgio Bosticco, in Italia oggi la quota degli spumanti dolci è scesa a 25 milioni di bottiglie. Il gusto dei consumatori si sta infatti progressivamente spostando verso il secco, creando un nuovo segmento di mercato. Ragion per cui il Consorzio, che dal 1932 promuove e salvaguarda l’immagine dell’Italia nel mondo, si è impegnato nel completamento della gamma della Denominazione, dando alla luce la versione secca del Moscato bianco. La gestazione è stata frutto di approfondite ricerche quali-quantitative e di un processo durato due anni, nel corso dei quali i migliori professori aromatici e le principali case spumantiere piemontesi hanno lavorato a braccetto con un unico obiettivo: creare uno spumante secco che conservasse il profumo e l’aroma inconfondibile del Moscato bianco.

La modernità è nel calice

Le bollicine, da sempre associate al tradizionale brindisi per le festività e a momenti celebrativi in genere, da oggi allargano il proprio campo d’azione e puntano a conquistare altri momenti di socializzazione, nonché altre generazioni di consumatori. Il nuovo ASTI Secco Docg mira infatti a sedure i consumatori più giovani e ad essere stappato non solo a casa a Natale, ma anche fuori casa nel momento dell’aperitivo. Una concezione moderna di brindisi che vuole fondere il verismo di un territorio (patrimonio Unesco) con il fascino e l’eleganza, ben sintetizzata nell’espressione “rural glam”.

Un unico territorio, un unico vitigno, tre grandi vini

L’incontro è stato una vera e propria esperienza multisensoriale. Attraverso infatti un percorso di degustazione, guidato dal sommelier Alessandro Scorsone, i presenti sono stati riportati indietro nel tempo. Si è partiti, alla scoperta del fil rouge che lega i tre frutti del Moscato, dalla vigna, con la polposità dell’acino d’uva; si è passati per la cantina, con la dolcezza del mosto, fino ad arrivare al prodotto finito e imbottigliato, declinato nelle sue tre varianti. Un’esperienza emozionale che è stata in grado di raccontare, attraverso sapori e aromi, 85 anni di una della bandiere più importanti della qualità Made in Italy.

Un vino con le carte in regola

La versione secca delle bollicine più apprezzate nel mondo, porta nel panorama degli spumanti secchi qualcosa che non c’era: uno spumante dal ricco profumo aromatico, unico nel suo genere. Gli aromi che si sprigionano nel calice spaziano dalle note floreali (acacia, lavanda, salvia) a quelle fruttate (mela, pera, banana). La tecnica di spumantizzazione utilizzata, che prevede particolari condizioni di fermentazione del mosto con lieviti selezionati, conferisce a questo spumante un quadro gustativo e olfattivo armonioso ed equilibrato, rendendolo perfetto non solo per l’aperitivo, ma anche a tutto pasto. Si abbina infatti facilmente sia ai salumi che alle carni bianche, ai formaggi freschi, al pesce e ai crostacei nonché a primi piatti come il risotto.

Attività di promozione del prodotto

Al momento la produzione di Asti Secco Docg è di circa 700 mila bottiglie; un numero contenuto ma che sembra destinato ad una crescita continua e graduale all’insegna della qualità. Nel programma di promozione del Consorzio rientrano attività di animazione nei bar, negli alberghi e nei ristoranti più importanti del territorio di produzione; una collaborazione con 20 chef stellati della Guida Michelin, che brinderanno con Asti Secco alle festività, e un brindisi di fine anno all’insegna della grande musica. Ulteriore progetto in cantiere previsto per la primavera dell’anno nuovo è quello della “Dolce Valle”: una serie di eventi che vedranno protagonisti le aziende e i prodotti tipici di Asti e Alba; dal Moscato al cioccolato, dalle nocciole al miele, in una vera e propria alleanza di dolcezza.

Insomma, l’Asti Secco sembra avere tutti i requisiti per entrare nel mercato e competere con le denominazioni più agguerrite e di successo. Noi che lo abbiamo sorseggiato in anteprima ufficiale ci sentiamo di poter affermare che con questa nuova versione il Consorzio ha solennemente calato il “tris d’ASTI”. Non ci resta altro che invitarvi a preparare i calici e a sperimentare un’esperienza di brindisi tutta nuova!

Marcella Scialla

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